Recenti foto e video della devastante eruzione del vulcano de Fuego in Guatemala mostrano molte persone che osservano e riprendono i flussi incandescenti, simili a nubi, di gas, cenere e materiale vulcanico, chiamati flussi piroclastici, che viaggiano verso di loro lungo le pendici del vulcano.
Ecco, questo fa capire che alcune persone non sono pienamente consapevoli dei pericoli rappresentati dai vulcani vicino a cui abitano. Anche se ogni vulcano è diverso e presenta rischi diversi, ci sono alcune conoscenze di base che possono aiutare a capire quali possono essere questi rischi.
I punti principali sono 3: la posizione è importante, l’esplosività può essere prevista, i flussi piroclastici di materiale vulcanico sono letali.
1. La posizione
La litosfera (lo strato esterno della Terra costituito dalla crosta e dal mantello superiore) è divisa in una serie di placche tettoniche. I vulcani si originano solitamente dove le placche si separano l’una dall’altra, per esempio nelle dorsali medio-oceaniche, o entrano in collisione, come nelle zone di subduzione.
Esistono anche vulcani al centro delle placche tettoniche e sono chiamati vulcani intraplacca, come le isole Hawaii o Galápagos. Il magma (roccia fusa) che alimenta i vulcani si origina in diversi modi e porta a diverse morfologie terrestri.

Le Hawaii si trovano su una placca tettonica e l’attività vulcanica lì forma vulcani a scudo relativamente bassi. Generalmente, questi vulcani sono costituiti da molti flussi di lava che danno loro una forma che somiglia allo scudo di un guerriero, quindi con pendici poco ripide.
Al contrario, il vulcano de Fuego si trova in una zona di subduzione dove gli stratovulcani molto ripidi sono i più comuni. Questi vulcanici conici, spesso simmetrici, si formano dall’accumulo di strati di lava e rocce piroclastiche.
2. Magma ed esplosività

Le diverse morfologie terrestri e i diversi stili eruttivi sono il risultato delle differenze nella composizione del magma eruttato, della sua temperatura e del contenuto di gas.
I grandi vulcani a scudo sulle placche tettoniche, come il Kilauea delle Hawaii, eruttano lava ad alta temperatura ma povera di silice. Questa lava è, quindi, meno viscosa della lava eruttata dai vulcani delle zone di subduzione. Questo significa che i gas contenuti nel magma del Kilauea riescono a liberarsi più facilmente rispetto a quelli di un magma più viscoso e ricco di silice. Queste eruzioni di tipo hawaiano sono caratterizzate da fontane e flussi di lava che normalmente viaggiano ad una velocità relativamente lenta che permette alle persone di allontanarsi in sicurezza.
Al contrario, nei vulcani della zona di subduzione, come il Fuego, il maggior contenuto di acqua e l’abbondanza di silice nel magma danno origine ad eruzioni più esplosive. È più difficile per i gas liberarsi dal magma mentre sale in superficie. I vulcani della zona di subduzione possono produrre alte colonne di gas e cenere che raggiungono decine di chilometri di altezza nell’atmosfera e correnti rapidissime e incandescenti di gas, cenere e materiale vulcanico. Questi flussi piroclastici scendono giù dalle pendici del vulcano a velocità superiori agli 80 km/h.
3. Flussi piroclastici

I flussi piroclastici sono estremamente pericolosi e letali. Sono stati responsabili delle morti e della distruzione di Pompei ed Ercolano nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Persino i famosi vulcanologi Katia e Maurice Kraft hanno sottovalutato la portata di un flusso piroclastico durante un’eruzione del vulcano Unzen (Giappone) nel giugno del 1991, che li ha uccisi insieme a molti altri.
Tra le storiche eruzioni vulcaniche delle zone di subduzione che hanno prodotto devastanti flussi piroclastici, citiamo:
- Vesuvio, (79 d.C)
- Tambora, Indonesia (1815)
- Krakatoa, Indonesia (1883)
- Monte Pelée, Caraibi (1902)
- Monte Sant’Elena, USA (1980)
- Monte Pinatubo, Filippine (1991)
- Unzen, Giappone (1991).

Sul vulcano de Fuego, il materiale vulcanico frammentato che si ferma sulle pendici del vulcano dopo le eruzioni può essere mosso dalla pioggia e dare origine a frane di fango vulcanico, note come Lahar, che rappresentano un rischio futuro per le persone intorno al vulcano de Fuego rispetto a coloro che vivono alle Hawaii.
I flussi piroclastici sono stati la principale causa di morte delle attività vulcaniche nel XX secolo, uccidendo circa 45.000 persone, quasi il 50% di tutte le morti a causa dei vulcani nello stesso periodo.
Mentre gli occhi sono puntati su America centrale e Hawaii, l’Indonesia ha innalzato il livello di allerta di alcuni dei suoi vulcani in questa settimana: ora ha 21 vulcani con allerta di livello 2-4 su una scala da 1 a 4.


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