Insetti, sporco e naso che cola: immagini che danno un senso di disgusto e repulsione. E’ proprio questa sensazione – secondo gli scienziati Environmental Health Group della London School of Hygiene and Tropical Medicine – che per secoli ci ha tenuto lontano da molte malattie.
“Il disgusto che proviamo per quello che vediamo ci ha protetto dall’avere contatti con persone, situazioni o luoghi potenzialmente pericolosi. Ma oggi la risposta istintuale di ribrezzo e ripugnanza sta cambiando e questo potrebbe aumentare i rischi per la salute perché si modificano i fattori che provocano l’avversione“, spiegano i ricercatori.
Lo studio – riporta il ‘Jakarta Post’ – ha identificato sei fattori che oggi scatenano il disgusto a 75 diversi scenari che le persone possono incontrare tutti i giorni. Alla ricerca hanno partecipato 2.550 persone. Dalla classifica si ha al primo posto le ferite con pus, ma al secondo posto c’è l’igiene personale in particolare l’odore del corpo.
Poi le irregolarità dell’organismo umano, le lesioni, il cibo avariato e la promiscuità. Ora queste nuovi fattori permetteranno ai ricercatori di costruire nuove campagne di informazione per modificare i comportamenti a rischio o aumentare la sensibilità delle persone.
