Vaccini, microbiologi: “Tour in 3 tappe per misurare l’applicazione del Piano Nazionale”

Un tour in tre tappe per misurare l’applicazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, con un focus su pertosse, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Partirà il 2 luglio da Milano, per poi toccare quest’anno anche Perugia e Cagliari, un’iniziativa promossa dall’Amcli, Associazione microbiologi clinici italiani, di concerto con l’Istituto superiore di sanità e il contributo non condizionato di DiaSorin, azienda tricolore attiva nel settore diagnostico. Il primo appuntamento è fissato per lunedì, dalle 14 all’ospedale Niguarda di Milano.

Come Amcli, di concerto con l’Iss, abbiamo ritenuto utile promuovere questo ciclo di incontri itineranti allo scopo di condividere con tutte le figure professionali coinvolte nel controllo delle infezioni/malattie prevenibili con le vaccinazioni i più recenti dati sulla sorveglianza“, spiega Pierangelo Clerici, presidente dell’associazione microbiologi e direttore dell’Unità operativa di microbiologia dell’Asst Ovest Milanese di Milano, che modererà i lavori con Carlo Federico Perno, delegato Amcli Lombardia e direttore dell’Uo di microbiologia di Niguarda.

“Vogliamo riaffermare l’imprescindibile ruolo e contributo che la diagnosi microbiologica offre ogni giorno per comprendere la corretta esecuzione (nei tempi e nei modi) e interpretazione della diagnostica di laboratorio“, aggiunge l’esperto. La scelta di trattare le problematiche connesse alle infezioni causate dai virus di morbillo, rosolia, parotite, varicella e dalla Bordetella pertussis – sottolinea l’Amcli – nasce dall’interesse che questi patogeni rivestono sia per loro diffusione sia per le recenti acquisizioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche.

Inoltre, “secondo gli ultimi dati disponibili – evidenzia Tiziana Lazzarotto, microbiologa dell’università di Bologna e membro del direttivo Amcli – nel 2017 si sono registrati in Italia un totale di 4.991 casi di morbillo, inclusi 4 decessi; 65 casi di rosolia e 503 di pertosse. Per quanto riguarda la varicella, dal 2009 al 2013 è stato osservato un dimezzamento dei casi di malattia, attestandosi oggi a circa 100 casi ogni 100.000 persone infette. Nonostante ciò, la varicella continua a rappresentare un problema di sanità pubblica, soprattutto in età pediatrica”.

vacciniTutti i Paesi dell’Unione europea hanno una lunga tradizione nell’attuazione di programmi di vaccinazione, prosegue l’Amcli. Ad esempio, il livello di controllo sull’epatite B, sulla poliomielite e sul tetano è eccellente in molte nazioni, tra cui l’Italia. Nonostante ciò, per altre malattie infettive di rilevanza sociale prevenibili con le vaccinazioni, quali appunto il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse e la varicella – osservano i microbiologi – il livello di controllo è diminuito drasticamente negli ultimi decenni.

Nella Penisola, la riduzione costante nel tempo delle coperture vaccinali ha determinato un aumento di circolazione di queste malattie infettive e una presenza sempre più numerosa di pazienti critici suscettibili che si ammalano gravemente, a causa della perdita dei vantaggi dell’immunità di gregge.

A marzo 2017, ricorda l’Amcli, l’azione delle Istituzioni è stata fortemente concreta e finalizzata alla prevenzione attiva con l’introduzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019. Le strategie di contenimento ed eliminazione di queste malattie infettive, accanto alle misure igienico-sanitarie generali e alle misure vaccinali, prevedono la creazione di sistemi di sorveglianza efficaci e di attività di laboratorio microbiologico di elevata qualità.