Gli astronomi lo tengono d’occhio da tempo, per almeno due ragioni: è il primo buco nero scoperto nell’universo, ed è uno dei più attivi mai osservati. Si tratta del famigerato black hole del sistema binario Cygnus X-1, nella costellazione del Cigno, che sta letteralmente divorando una piccola stella vicina ingoiando brandelli della sua materia.
Ora però un nuovo studio internazionale, frutto di una collaborazione tra Giappone e Svezia, ha individuato un altro tipo di materia attorno al buco nero, mai osservato in precedenza. I risultati, pubblicati su Nature Astronomy, potrebbero aiutare gli scienziati a comprendere meglio i meccanismi fisici alla base della gravità e dell’evoluzione dei buchi neri. Per catturare questa materia sconosciuta – riporta Global Science – il team di ricerca ha utilizzato una particolare tecnologia a raggi X.
Prima di tutto, i ricercatori dovevano isolare la fonte di luce emessa dal sistema Cygnus X-1 – un’operazione resa possibile dal lancio di un polarimetro a raggi X a bordo di uno strumento chiamato PoGO+. A quel punto è stato possibile ricavare la porzione di raggi X riflessa dal disco di accrescimento del buco nero, identificando così la forma della materia. Da qui, confrontando i dati sperimentali con i modelli teorici, gli scienziati hanno cercato di caratterizzare questa massa mai osservata prima. Serviranno ulteriori osservazioni, ma probabilmente si tratta di materiale proveniente dalla corona della stella ospite – un dato che sarebbe in accordo con il cosiddetto ‘modello esteso’, dove si avrebbero emissioni di materia appunto dalla corona stellare nei pressi di un buco nero.


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