Vitamina D: ecco gli effetti di una carenza in gravidanza sulla salute di madre e bambino

MeteoWeb

Un nuovo studio, pubblicato su PLOS One, ha dimostrato che una donna su 3 in Norvegia ha una carenza di vitamina D alla fine della gravidanza. La percentuale nei mesi invernali sale al 50%, poiché la luce solare, fonte principale di vitamina D, è poca ed è difficile ottenere i giusti livelli solo dall’alimentazione. Se poi si aggiunge che in estate si usano creme solari per proteggere la pelle, le difficoltà di produrre la vitamina aumentano.

Livelli bassi di vitamina D possono avere serie ripercussioni sulla salute delle ossa di madre e figlio. Questa vitamina è necessaria per l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino. In gravidanza, questa vitamina è fondamentale per assicurare la quantità di calcio necessaria a costruire la massa ossea del bambino e a mantenere quella della madre. Uno studio australiano, per esempio, ha dimostrato una massa ossea minore nei figli ventenni delle madri che avevano avuto una carenza di vitamina D durante la gravidanza.

la gravidanzaLivelli bassi di vitamina D sono stati collegati anche ad un aumentato rischio di nascita prematura e di asma nei bambini, quest’ultimo può essere ridotto con integratori di vitamina D assunti durante la gravidanza. Quando la madre ha livelli bassi di vitamina D nel corpo, anche i rischi di pressione alta, preeclampsia e diabete gestazionale potrebbero aumentare.

In sintesi, i motivi per assicurarsi i giusti livelli di vitamina D in gravidanza sono molti. Miriam K. Gustafsson (Norwegian University of Science and Technology), principale autrice dello studio, ha dichiarato: “Credo che prendere piccoli provvedimenti possa portare a migliori livelli di vitamina D nelle donne in dolce attesa. Abbiamo scoperto che solo il 18% delle donne del nostro studio assumeva la quantità giornaliera raccomandata di 10 microgrammi di vitamina D o un cucchiaino di olio di fegato di merluzzo. I risultati sarebbero sicuramente migliori se le donne prendessero gli integratori e mangiassero pesce 2-3 volte a settimana come consigliato”.

Uno studio simile è stato condotto in Svezia qualche anno fa e ha indicato che un numero maggiore di donne rispetto allo studio di Gustafsson aveva bassi livelli di vitamina D alla fine della gravidanza. Gustafsson aggiunge che anche altri studi hanno dimostrato l’importanza della vitamina in gravidanza, soprattutto per la crescita ossea del bambino. Studi recenti hanno anche suggerito che la vitamina D in gravidanza è importante per prevenire condizioni come malattie cardiovascolari e osteoporosi in fasi successive della vita del bambino.