Croazia: dalla cravatta al turismo e allo sport, 6 cose che non sai sulla nazione finalista dei Mondiali di Russia

Nonostante il grande talento dei calciatori della Croazia, in pochi si aspettavano che avrebbe raggiunto la finale dei Mondiali in Russia, un’impresa non realizzata da una nazione così piccola da quando l’Uruguay salì sul tetto del mondo nel 1950.

Ecco allora 6 cose che non sai sul Paese che domenica potrebbe diventare il nono ad avere l’ambita stella stampata sulla maglia.

1. L’onnipresente cravatta

Norman Devies, nel suo libro “Europe – A History”, scriveva: “A tutti gli eventi, le persone che negano l’influenza delle “nazioni più piccole” d’Europa dovrebbero ricordare che i croati ci tengono per la gola”. Lo storico britannico si riferiva alla cravatta, indossata ogni giorno da milioni e milioni di uomini nel mondo, la cui origine croata va molto indietro nel tempo ed è collegata all’amore e alla devozione.

Per secoli, infatti, le donne hanno legato fazzoletti intorno al collo dei loro amati quando partivano per combattere in guerre straniere. I mercenari croati li indossavano mentre combattevano dalla parte del re Luigi XIV durante la Guerra dei Trent’Anni nel XVII secolo.

L’umile cravatta è stata poi accettata come un accessorio di moda dalla potente corte francese, incluso il re stesso, per poi diffondersi in Gran Bretagna e in tutto il mondo. Oggi i croati celebrano il Cravat Day il 18 ottobre.

2. Dalmata

Mentre le origini della cravatta potrebbero aver sorpreso molti, la Croazia ha un altro “prodotto di esportazione” conosciuto e amato in tutto il mondo. Delle 7 razze canine originarie della Croazia, il Dalmata, con le sue caratteristiche macchie nere o marroni e il corpo elegante, ha raggiunto la fama mondiale grazie al cartone Disney “La carica dei 101” del 1961.

Originari della regione costiera della Dalmazia sul Mar Adriatico, questi cani sono stati illustrati in una serie di dipinti dal XVI al XVIII secolo, prima di essere ricercati come animali domestici centinaia di anni dopo.

3. 1.000 isole

Il turismo rappresenta il 20% del prodotto interno lordo della Croazia, con 18 milioni di visitatori all’anno, molti dei quali attratti dagli oltre 1.000 isolotti e isole sparse nell’Adriatico. Altre attrazioni sono l’entroterra dell’Istria, la montagna Velebit e i parchi nazionali Krka e Plitvice.

La Croazia è anche il Paese del “prsut”, un prosciutto diventato il primo prodotto nazionale ad ottenere il marchio di origine europea controllata. Inoltre, l’Istria è conosciuta per i suoi tartufi, mentre la zuppa di pesce locale, la “gregada”, non ha motivo di invidiare quella famosa di Marsiglia.

4. Incubatrice di talenti sportivi

marin cilic croazia
Marin Cilic

Il Paese, popolato da circa 4 milioni di persone e divenuto indipendente nel 1991, produce un numero impressionante di campioni. Oltre ai calciatori, molti dei quali militano o sono passati per il campionato italiano, la squadra di pallamano nazionale è stata campione del mondo e vincitrice alle Olimpiadi per ben due volte. Anche la squadra di pallanuoto ha vinto un mondiale.

I suoi migliori giocatori di basket, Drazen Petrovic, morto nel 1993, e Toni Kukoc, star dell’NBA, hanno portato la Croazia al centro della scena sportiva mondiale. La leggenda del tennis Goran Ivanisevic e la star attuale Marin Cilic, così come la campionessa di salto in alto Blanka Vlasic, sono famosi a livello internazionale. E anche se la Croazia non ha impianti sciistici a differenza della vicina Slovenia, può vantarsi dei campioni di sci alpino, i fratelli Janica e Ivica Kostelic.

5. Nogomet

I croati hanno il loro nome per il calcio, “nogomet”. La parola deriva da “noga” che significa gamba, il che rende il croato una delle poche lingue a non avere una variante della parola “football”.

6. Moneta

La Croazia non fa parte dell’eurozona e la sua moneta è la Kuna, adottata nel 1994 durante la Guerra di Indipendenza per sostituire il dinaro croato, che era il successore del dinaro jugoslavo. Kuna significa martora, raffigurata sulle monete.