Che cosa fare? Lo faccio davvero oppure no? Quando, adesso? Quante volte ci capita di farci domande simili e quante altre volte, magari nel corso di una giornata qualunque, prendiamo quasi inconsapevolmente decisioni di questo tipo?
La volontà di eseguire un’azione è un’esperienza quotidiana che tutti noi sperimentiamo usualmente anche senza particolare attenzione a livello consapevole.
Il gruppo di ricerca guidato dal professor Eraldo Paulesu ne ha fatto l’oggetto di uno studio sperimentale, indagando con la tecnica della risonanza magnetica funzionale (fMRI, functional Magnetic Resonance Imaging) i correlati neurali che accompagnano le componenti intenzionali dell’agire: in particolare, la dottoressa Laura Zapparoli e i suoi collaboratori – ispirandosi a un recente modello cognitivo definito “The What, When and Whether model of intentional action” – hanno indagato la possibilità di suddividere la nostra volontà di muoverci in tre distinte “componenti”, assimilabili a tre diverse decisioni sull’azione da mettere in atto: quale azione eseguire, quando eseguirla e semetterla in atto oppure arrestarla prima che si verifichi.

Questa ricerca apre quindi nuove strade allo studio di quelle patologie del sistema nervoso centrale che compromettono la volontà di agire, suggerendo la necessità di prestare particolare attenzione agli aspetti specifici che possono risultare compromessi o invece risparmiati dalla malattia. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
«Esistono specifiche patologie neurologiche o psichiatriche, per esempio la malattia di Gilles de la Tourette e il disturbo ossessivo-compulsivo, in cui diversi aspetti dell’intenzionalità possono essere compromessi – spiegano Eraldo Paulesu, professore di Psicologia fisiologica all’Università di Milano-Bicocca, e Laura Zapparoli, ricercatrice presso l’Istituto scientifico Galeazzi – e la definizione della fisiologia di questi processi in soggetti normali getta le basi per una migliore comprensione di tali disturbi».
