La California continua a bruciare. L’incendio che sta devastando il nord dello Stato continua a crescere, come cresce il bilancio delle vittime: sono sei i morti finora, inclusi due bambini. Numerosi anche i dispersi, per i quali le autorita’ temono ormai il peggio, mentre almeno 50mila persone hanno dovuto lasciare le loro case. Le fiamme continuano a essere fuori controllo e, complici le elevate temperature, stanno dando vita a fenomeni meteorologici propri come i ‘firetornado’, dei tornado di fuoco.
L’incendio ha già devastato un’area di 360,17 chilometri quadrati e risulta al momento contenuto solo al 5%. “Stiamo cercando di fare tutto quello che e’ in nostro potere per cercare di mettere fine a questo caos”, ha detto Mike Hebrard, capo dei pompieri della contea di Shasta, una delle piu’ colpite. Ma gli sforzi al momento non si sono tradotti in grandi risultati a causa della mancanza di risorse. L’incendio del nord della California è solo uno delle decine che stanno mettendo in ginocchio lo Stato (è stata colpita in parte anche la Napa Valley) e c’è un chiaro problema di mancanza di personale per far fronte alle emergenze su più fronti, con più di 607 chilometri quadrati in fiamme.
“Uno dei problemi che i pompieri si trovano ad affrontare è la mancanza di personale. Con tutti gli incendi che stanno bruciando lo Stato, le risorse scarseggiano”, ha spiegato Bryan May, portavoce dell’Office of Emergency Services della California, precisando che sono 10.000 i pompieri al lavoro per cercare di domare le fiamme. Nella Yosemite Valley il fuoco ha costretto alla chiusura il popolare parco di Yosemite, a causa del fumo che rende la qualità dell’aria insalubre. La riapertura del parco è attesa per lunedì ma al momento non ci sono certezze e potrebbe nuovamente slittare se i venti non cambieranno direzione. Solo nel nord della California sono impegnati 3.400 pompieri, che da lunedì scorso – quando le fiamme sono divampate per un guasto meccanico a un veicolo sulla Route 299 – lavorano ininterrottamente per evitare il peggio. Ma l’ondata di caldo record rappresenta un’ulteriore complicazione: la vegetazione molto secca per questo periodo dell’anno fa si’ che ci siano tutte le condizioni per alimentare le fiamme a prescindere dai venti. Di fronte a questa situazione, il presidente Donald Trump ha dichiarato nelle ultime ore lo stato di emergenza, aprendo la strada all’uso di risorse federali.










































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