Ottimizzare le risorse, ridurre il quantitativo dei rifiuti, riutilizzare i materiali e riciclare elementi preziosi quali acqua ed aria: sono alcuni degli imperativi che regolano la quotidianità a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Infatti, le missioni di rifornimento verso la casa cosmica portano in orbita circa 12 tonnellate di materiale ogni anno e da esso derivano ovviamente i rifiuti, che vengono smaltiti quando i cargo tornano sulla Terra o si disintegrano attraverso l’atmosfera.
Una situazione di questo genere – spiega Global Science – molto difficilmente si presenterà in future missioni umane che si spingeranno ancor di più nelle pieghe dello spazio. Per questo motivo, la Nasa ha deciso di lanciare una call all’industria americana per progettare sistemi innovativi per compattare e processare i rifiuti; il bando riguarda prototipi da sperimentare anche a bordo della ISS. L’iniziativa è stata attivata tramite il progetto di partnership Next Step (Next Space Technologies for Exploration Partnerships), di cui costituisce l’Appendice F.
Infatti, immagazzinare l’immondizia su una navetta spaziale impegnata in un lungo viaggio può creare numerosi problemi: impedisce il recupero di materiali utili, sottrae spazio prezioso e soprattutto può dar luogo a rischi sanitari per l’equipaggio. Il bando Nasa, quindi, è mirato a stimolare soluzioni per compattare i rifiuti, ridurne la componente nociva e ricavarne materiale da riciclare. La call è articolata in due fasi: in quella A, le industrie selezionate daranno vita al concept del progetto e poi al prototipo, mentre in quella B si passerà alla dimostrazione pratica sulla ISS. Questa linea di attività si inquadra nell’ambito della Exploration Campaign della Nasa, mirata al ritorno dell’uomo sulla Luna e ai viaggi di lunga durata verso Marte.
Nella foto in alto, l’Heat Melt Compactor, un apparecchio ideato per recuperare l’acqua dai rifiuti degli astronauti.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?