Clima: studio, in Africa e Sud est Asiatico impatto più forte da riscaldamento

L’Africa e il Sud est asiatico sono le aree del mondo che saranno colpite maggiormente, nei prossimi 30 anni, dagli effetti legati dal riscaldamento climatico. Il calo della produttività dovuto all’innalzamento delle temperature e il peso delle attività che richiedono molta manodopera incideranno fortemente sulle entrate provenienti dalle esportazioni per i paesi di quelle aree. E’ quanto emerge da uno studio britannico realizzato da Verisk Maplecroft che evidenzia in particolare come la crescita demografica e l’urbanizzazione faranno crescere il ricorso ai condizionatori in paesi “in cui i sistemi elettrici sono già fragili“: “I rischi di interruzioni di corrente cresceranno colpendo nello stesso le aziende locali“.
Verisk Maplecroft nello studio evidenzia che il 10,8% del valore delle esportazioni nell’Africa occidentale sono minacciati dall’aumento delle temperature entro il 2050, il 7,9% nell’Africa Subsahariana, il 6,1% nel Medio Oriente il 5,2% nel Sud dell’Asia e Sud est asiatico. Per lo studio britannico questa incidenza sulle esportazioni corrisponde ad una perdita annua di 78 miliardi di dollari l’anno per il Sud est asiatico e di circa 10 miliardi per l’Africa.
Il calo della produttività legati al riscaldamento climatico, infatti, rischia di colpire in quei paesi i settori che fanno il maggior uso di manodopera. Un calo della produttività che, secondo lo studio, potrebbe portare ad una carenza di alcuni prodotti, ad un aumento dei costi di produzione e potrebbe spingere gli investitori ad abbandonare i paesi a rischio.
Secondo lo studio sono 48 i paesi nel mondo a ‘rischio estremo’ nell’indice Heat Stress (Future Climate) Index stillato dalla società britannica e la metà sono paesi situati in Africa. Tra i paesi meno a rischio ci sono Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca. Solo l’1% dell’economia Usa è minacciata e addirittura lo 0,1% dell’economia europea.