Domenico Pozzovivo, il ciclista meteorologo: “nel mio paese raccoglievo i dati meteo e scrivevo minime e massime, che bella la neve”. E a Febbraio ha salvato l’UAE al Teide

MeteoWeb

Domenico Pozzovivo, 35 anni di Policoro in Basilicata, è uno dei più importanti ciclisti del mondo grazie alle sue doti di scalatore, specie sempre più rara in via d’estinzione. Alto 165cm, pesa appena 56kg e in salita è uno dei migliori in assoluto tra i corridori in attività. Quest’anno è stato anche il miglior italiano alla Liegi-Bastogne-Liegi (5°), al Giro d’Italia, che ha concluso al 5° posto in classifica generale, e persino al Tour de France (18°), centrando i migliori piazzamenti della sua carriera nelle grandi corse a tappe proprio adesso che è passato al Team Bahrain-Merida, la squadra più “terrona” del mondo costruita intorno a Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto, sfortunatissimo al Tour de France dov’è stato fermato soltanto da una caduta provocata da un tifoso a 4km dall’arrivo dell’Alpe d’Huez.

Marco Alpozzi/LaPresse

Ma oltre ad essere un grande atleta, Pozzovivo è anche conosciuto in gruppo come il “ciclista meteorologo“: è infatti un appassionato di meteorologia sin da ragazzino, poi è diventato addirittura esperto meteo studiando Fisica al Liceo Scientifico e approfondendo le scienze dell’atmosfera da autodidatta. Ripercorrendo il percorso di molti appassionati di meteorologia meno famosi, Pozzovivo da adolescente raccoglieva i dati meteorologici della propria residenza di Montalbano Jonico, in provincia di Matera, per creare una sorta di archivio personale.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Ho iniziato quando avevo 13-14 anni” confida in un’intervista a MeteoWeb, “all’inizio avevo un diario in cui scrivevo ogni giorno le temperature minime e massime e una descrizione con le condizioni meteorologiche, volevo costruire un mio archivio personale. Avevo un piccolo termometro che avevo cercato di sistemare nel modo più corretto possibile, in modo protetto e non influenzato dal sole“.

Fabio Ferrari/LaPresse

La storia di Pozzovivo è coinvolgente, perché sembra quella di tanti appassionati di meteorologia attenti ai fenomeni atmosferici. La “Pulce Lucana“, così denominato da quando è passato tra i professionisti, ha iniziato da bambino un po’ come tutti noi: “sono sempre stato un amante della natura, dell’ambiente e della montagna. Sin da quando ero piccolo amavo guardare fuori dalla finestra, vivere all’aperto, fare escursioni, stare in campagna”.

“E così mi sono avvicinato anche ai fenomeni atmosferici: li ho sempre guardati con un occhio particolarmente affascinato. Mio padre, inoltre, faceva l’agricoltore e quindi mi sono interessato sempre di più all’argomento meteorologico per dargli una mano, dei suggerimenti e delle indicazioni sulle condizioni meteo attese nella nostra campagna, che erano molto importanti per i raccolti. Al Liceo ho studiato fisica e mi sono appassionato sempre di più alle leggi che regolano l’atmosfera, così mi è stato più facile immedesimarmi negli aspetti più tecnici della meteorologia“.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Quando ho iniziato ad appassionarmi di meteorologia – continua Pozzovivoamavo tantissimo la neve. Era il mio fenomeno preferito, anche perchè lì da noi al Sud è molto rara, e ancora di più nel mio paese dove alcuni inverni non cade affatto, altri solo una volta l’anno, quindi è molto suggestiva e affascinante e sin da ragazzino cercavo di anticipare il fatto che potesse cadere. Quando succede è sempre una festa, e a me piaceva un sacco“.

Poi è arrivata la bicicletta, ma non ha cambiato i gusti e le passioni di Pozzovivo. Anzi. “Quando ho iniziato ad andare in bici, ho capito quanto fosse importante conoscere bene il fattore climatico quindi la mia vita anche professionale mi ha spinto a coltivare sempre di più questa passione. Praticando questo sport sto sempre all’aria aperta, in mezzo alla natura“.

Foto di Luca Bettini

E anche se “fisicamente sopporto meglio il caldo che il freddo, e in bici ovviamente preferisco il bel tempo e il sole“, ancora oggi “quando ci sono irruzioni d’aria fredda eccezionali al Sud Italia mi documento sempre e cerco di monitorarli a distanza, avvisando amici e familiari. Chiedo quanta neve ha fatto, è anche un’occasione per ritrovarmi nella mia infanzia e nel mio paese, o in quello di mia moglie (Valentina Conte, calabrese di Cassano all’Ionio che proprio oggi compie il compleanno, quindi cogliamo l’occasione per farle gli auguri ndr). Mi ricordo ad esempio che l’inverno scorso c’è stata una nevicata importante mentre ero in Australia con +40°C e tutte quelle foto che ricevevo dalla nostra terra mi facevano molto piacere“.

Fabio Ferrari/LaPresse

Pozzovivo è un meteorologo attento: “è molto importante conoscere bene l’orografia dei territori per interpretare al meglio i modelli, per questo preferisco sempre guardare diverse mappe per correggere gli errori dei calcolatori automatici. Prima di fidarmi a pieno di un modello, cerco la corrispondenza a posteriori con attente valutazioni. Soltanto conoscendo l’orografia del territorio e l’impatto che le masse d’aria possono avere su una determinata area, si può fare una previsione corretta“.

Massimo Paolone/LaPresse

Ma a Pozzovivo le previsioni tornano molto utili anche per la sua carriera: “beh, sì, cerco sempre di anticipare dettagli meteo particolari per le corse. A volte ci siamo ritrovati in situazioni in cui nulla lasciava immaginare un cambiamento così brusco, ma lo sapevamo prima, soprattutto al Giro d’Italia che si corre a maggio, in una stagione un po’ controversa in cui può esserci una situazione simil-estiva di grande caldo o rigurgiti tardivi dell’inverno con freddo e neve”.

LaPresse/ Fabio Ferrari

“Una volta mi ricordo che ho avvisato i massaggiatori di consegnarci il te’ caldo in cima a una salita in programma per il giorno dopo al Giro d’Italia nello scetticismo generale, perchè c’era il sole e c’erano oltre +25°C. Eppure il giorno dopo sulla cima di quella montagna c’erano appena +8°C e quel te’ caldo ci è servito molto. Altre volte mi sono vestito in modo adeguato, ho sfruttato le mie conoscenze meteorologiche perché c’era freddo e pioveva ma ho scommesso sul fatto che la pioggia terminasse prima dell’arrivo, quindi ho usato un vestiario pesante ma molto a strati per poi potermi spogliare e avere le migliori performance quando avrebbe smesso di piovere, e così è stato“.

Fabio Ferrari/LaPresse

La chicca più bella, però, è recentissima. Risale a quest’inverno, Febbraio quando Pozzovivo ha salvato l’UAE al Teide: “eravamo in ritiro in altura, sul vulcano di Tenerife, e alloggiavamo in un Hotel ad alta quota. Insieme a noi della Bahrain-Merida c’erano i ragazzi dell’UAE, che il giorno dopo dovevano prendere l’aereo per tornare a casa. Ma l’aeroporto non era vicino, era a valle in città, e bisognava andarci in auto”.

Fabio Ferrari/LaPresse

“Era stato un periodo pazzesco per il meteo sull’isola, c’era una situazione meteorologica molto rara, continuava ad esserci vento da nord e arrivava aria fredda nord Atlantica che impattava sulla dorsale settentrionale dell’isola provocando gelate e qualche sottile nevicata. Un velo di neve, ma bastava in quelle zone a paralizzare tutto perché sono poco attrezzati a fronteggiare questi eventi, quindi la viabilità ne risentiva e non ci si poteva muovere finché il sole non avesse sciolto anche un piccolo millimetro di ghiaccio o di neve. L’isola era praticamente impraticabile. Così il responsabile dell’UAE si è rivolto a me per chiedermi le previsioni meteo sul giorno successivo: sarebbero riusciti a scendere dall’albergo all’aeroporto all’alba, in tempo per prendere l’aereo, oppure no? Io li ho avvisati che avrebbe potuto nevicare e che avrebbero rischiato di perdere l’aereo, e allora hanno deciso di scendere in città e pernottare nei pressi dell’aeroporto anziché in quota, evitando lo spostamento mattutino. Menomale che l’hanno fatto: noi in effetti ci siamo risvegliati con la neve e le strade paralizzate, quindi avrebbero perso l’aereo“.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Conoscitore delle tematiche meteorologiche e climatiche, Pozzovivo è molto attento anche sul tema dei cambiamenti climatici: “fino a 3-4 anni fa sono stati fatti ottimi accordi a livello internazionale, c’era un sentire comune e molta sensibilità. Purtroppo negli ultimi anni si sono fatti passi indietro, come se si desse per assodato che ormai c’è il global warming e ci dobbiamo accontentare di mitigarne gli effetti. E’ un ragionamento deleterio perchè si può andare molto oltre rispetto alle stime attuali, quindi se non combattiamo il global warming potrebbe essere molto dannoso“.

Marco Alpozzi/LaPresse

Adesso la “Pulce Lucana” si sta godendo un po’ di meritato riposo dopo una stagione massacrante: ha corso praticamente tutto quello che poteva, dalle classiche di primavera al Giro d’Italia e il Tour de France, sempre brillante. Ma non è ancora finita: “sì, ho staccato e sto ricaricando le batterie, ma c’è ancora il mondiale da fare“. L’appuntamento è a Innsbruck per il 30 Settembre, ed è un’edizione storica: il Mondiale di ciclismo più duro di sempre, adatto agli scalatori come non succedeva da decenni.

Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

L’idea è quella di supportare Vincenzo Nibali, che intanto sta lavorando per rimettersi in sesto dopo la caduta del Tour de France. Il “Pozzo” sogna la convocazione e, alla luce della forma dimostrata al momento, non dovrebbe avere problemi ad ottenerla. Anzi, potrebbe anche essere il capitano di un eventuale “Piano B” qualora Nibali non dovesse farcela: certamente sta già studiando l’orografia del percorso mondiale per fornire alla Nazionale italiana le migliori previsioni meteo possibili.

Un valore in più grazie a quella passione nata da bambino e spinta dalla magia del bianco candore di una rara nevicata d’inverno. Perché se il ciclismo è il più poetico degli sport, Pozzovivo lo interpreta nel modo più nobile possibile.