Piena improvvisa del torrente Raganello in Calabria: la bellezza ambientale delle gole “deve essere fruibile in sicurezza”

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“I monumenti della natura, come le Gole del torrente Raganello, devono essere fonte di gioia.
Come noto il giorno 20 agosto una piena improvvisa ha sorpreso vari escursionisti nelle gole del torrente Raganello e 10 sono state le vittime oltre ad alcuni dispersi.
Un nubifragio improvviso e la conseguente piena fluviale ha innescato una piena travolgente che ha percorso l’asta del Torrente Raganello travolgendo detriti, alberi e varie persone che erano impegnate in una escursione.
E’ un drammatico esempio della pericolosità dei nubifragi che possono interessare bacini idrografici montani innescando, in varie decine di minuti, delle piene eccezionali che possono investire eventuali escursionisti, senza scampo per questi ultimi”: lo ha scritto in un post su Facebook il senatore Franco Ortolani, esperto geologo, docente universitario, ordinario di Geologia e direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio della prestigiosa università “Federico II°” di Napoli.
Ora si porranno tanti quesiti circa la preparazione degli eventuali istruttori e l’adeguatezza delle norme di sicurezza relative ad attività sportive ed escursionistiche in territori soggetti ai nubifragi.
Non essendo stati installati sistemi di allarme idrogeologico immediato in grado di individuare sul nascere i nubifragi credo che le attività lungo gli alvei possano essere eseguite solo lungo percorsi sicuri che non possono essere interessati dalle piene improvvise.
Da quanto si dice nessuna guida regolare accompagnava gli escursionisti e nessun divieto di accesso alle gole era stato attivato.
Escursionisti “improvvisati” attirati dalla bellezza delle gole e all’oscuro delle insidie che il percorso poteva comportare in caso di pioggia.
Quindi tutti potevano accedere alle gole.
A tragedia avvenuta, naturalmente, ci saranno le norme del giorno dopo?
In linea d’aria il percorso lungo le gole è di circa 5 km e a volte avviene nell’alveo torrentizio.
E’ evidente che una piena improvvisa può essere tragicamente fatale.
E’ evidente che non si può accedere alle gole senza avere la certezza che nel bacino idrografico non avvengano piogge improvvise e che occorre avere il quadro esatto della situazione meteo della giornata dal momento che il percorso impegna i visitatori per varie ore e con differenti gradi di difficoltà.
L’installazione di un sistema di allarme idrogeologico nel bacino idrografico può consentire di essere avvisati varie decine di minuti prima che possano sopraggiungere piene nel tratto terminale.
La bellezza ambientale delle gole deve essere fruibile in sicurezza.
Il tratto terminale nei pressi del Ponte del Diavolo di Civita può essere più agevolmente fruito per cui può essere attrezzato con il sistema di allarme idrogeologico immediato in modo che i visitatori possano agevolmente raggiungere luoghi sicuri. Il tratto più a monte che raggiunge San Lorenzo Bellizzi, di vari chilometri, può essere percorso solo con condizioni di cielo sereno accertabile con diffusi sistemi di monitoraggio. Ma sempre gli escursionisti devono essere accompagnati da guida abilitata.
Gruppi autonomi di escursionisti possono percorrere le gole a loro rischio?
Certamente si a valle della installazione di una attenta cartellonistica che, in varie lingue, illustri i rischi.”