Cervello: un orologio biologico etichetta e cataloga le esperienze

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Una ricerca condotta da esperti del Kavli Institute for Systems Neuroscience, diretto dal neuroscienziato Edvard Moser che nel 2014 ha vinto il Nobel per la medicina, ha scoperto nel cervello un orologio biologico che etichetta le nostre esperienze quotidiane, assegnando l’orario e catalogandole in ordine temporale: in tal modo, si spiega su “Nature“, nasce la percezione soggettiva del tempo, grazie ad una rete di neuroni localizzata nella “corteccia entorinale laterale” posta vicino all’area che regola la percezione dello spazio.
Per giungere alla suddetta conclusione i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale di topi di laboratorio, registrando per la prima volta un segnale di codifica del tempo, prodotto da un circuito neuronale che “fornisce la marca temporale agli eventi e li mette in ordine in un’esperienza“, ha spiegato Moser.
Il nostro studio rivela come il cervello generi il senso del tempo quando viviamo un evento. Il circuito non codifica il tempo in modo esplicito, ma piuttosto misura il tempo soggettivo che deriva dal flusso dell’esperienza,” dichiara il primo autore della ricerca, Albert Tsao.