Nella seconda edizione del testo di neurologia Neuroinfiammation, appena pubblicato, il prof. Paolo ZAMBONI dell’Università di Ferrara è autore del capitolo 29 intitolato “The Contribution of Extra Cranial Venous Drainage to Neuro-Inflammation in Multiple Sclerosis” (Il contributo del drenaggio venoso extra cranico alla neuroinfiammazione nella sclerosi multipla).
Secondo il prof. ZAMBONI, il ruolo delle vene extracraniche nella patogenesi delle malattie neurologiche/neurodegenerative infiammatorie rimane in gran parte sconosciuto e poco investigato. Una condizione chiamata insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) colpisce le principali vene extracraniche e determina un leggero aumento della pressione fino alle venule cerebrali. La condizione è legata a una catena di eventi fisiopatologici recentemente descritta. L’alterata diffusione del liquor nel parenchima cerebrale tra gli spazi periarteriosi e perivinosi contribuisce ad un peggioramento della clearance proteica. Inoltre, il deflusso venoso limitato attraverso le vene giugulari riduce la perfusione e l’energia disponibile agli oligodendrociti per la sintesi della mielina. Sia gli scarti di peptidi che i detriti di mielina rappresentano un forte segnale chemiotattico. L’aumento della pressione transmurale nella condizione di CCSVI può anche facilitare la fuoriuscita della barriera emato-encefalica e lo stravaso di globuli rossi. Di conseguenza, i depositi di ferro risultano aumentati e sono probabilmente legati ad infiammazione e degenerazione. Secondo l’autore, il contributo della funzione venosa alterata alla neuroinfiammazione/
