Le forti scosse di terremoto verificatesi ieri in Indonesia (tra cui due eventi magnitudo 6.9 e 6.3), hanno provocato almeno 12 vittime, 24 feriti e decine di case danneggiate sull’isola di Lombok, ancora in ginocchio per l’evento che lo scorso 5 agosto ha provocato la morte di oltre 400 persone: almeno 10 persone sono decedute a causa degli edifici crollati sulle due isole di Lombok e Sumbawa, o perché colpite da attacchi cardiaci.
“Stavo guidando per consegnare gli aiuti agli sfollati quando improvvisamente il palo dell’elettricità stava ondeggiando, ho capito che si trattava di un terremoto. La gente ha iniziato a urlare e piangere, sono corsi tutti in strada“, ha raccontato ad AFP Agus Salim, residente a Lombok Est.
Il tremore della prima forte scossa è stato avvertito soprattutto nella parte orientale dell’isola, ed ha provocato delle frane sul monte Rinjani che hanno danneggiato alcuni edifici e seminato il panico nei villaggi della zona: colpite soprattutto le abitazioni e una moschea nel sottodistretto di Sembalun.
L’Indonesia, un arcipelago di migliaia di isole, si trova sul cosiddetto “Anello di Fuoco” del Pacifico, dove si scontrano placche tettoniche e si verificano molte delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti del mondo.
Nel 2004, uno tsunami innescato da un terremoto di magnitudo 9.3 nella costa di Sumatra, nell’Indonesia occidentale, ha ucciso 220mila persone nei Paesi dell’Oceano Indiano, tra cui 168mila in Indonesia.


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