Travolti da torrente in Calabria, geologo: una tragedia che si poteva evitare

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L’incidente nel Parco del Pollino, la piena del torrente Raganello che ha travolto i turisti, “è una tragedia che si poteva evitare facendo monitoraggio e informazione“: “Quello non è un sito per scampagnate ma una zona che presenta notoriamente diversi pericoli“: lo ha dichiarato all’AdnKronos il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria Alfonso Aliperta. “Quella che impropriamente viene chiamata ‘bomba d’acqua’, e che noi tecnicamente chiamiamo flash flood, è un fenomeno frequente in Calabria e nelle regioni meridionali non è altro che un acquazzone tardo estivo che riversa grandi quantità di acqua in aree molto localizzate, ma è un fenomeno che in estate ci aspettiamo e, quando succede, i tempi di corrivazione (cioè il tempo che impiega una particella d’acqua ad arrivare da monte a valle) sono molto rapidi. Se a questo si aggiunge la sorta di ‘imbuto’ in corrispondenza del ponte del diavolo, la situazione degenera le conseguenze che purtroppo conosciamo“. “In questi giorni c’era allerta gialla, la giornata insomma non era indicata per questo tipo di escursioni ma c’erano comunque persone nelle gole del Raganello che sono valli profonde con tratti molto stretti e fianchi di roccia calcarea“.

Per evitare la tragedia “sarebbe bastato avere un sistema di monitoraggio a monte che funzionasse da ‘semaforo rosso’ per i turisti, impedendo loro di accedere“. “Il problema è che quello non è un sito facile, non è un’area per dilettanti, andare in questi posti non è come andare all’acquapark. E una zona di questo tipo non può essere lasciata alla fruizione senza controllo di chi pensa di andare a fare una scampagnata“.