Vita extraterrestre: più acqua del previsto sui mondi distanti

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La conferma, il mese scorso, della presenza di acqua liquida e salata su Marte ha dato alla comunità scientifica una nuova spinta per la ricerca di forme di vita oltre il nostro pianeta. Una sfida – spiega Global Science – che per l’astronomia moderna si spinge ben al di fuori del Sistema solare: la caccia agli esopianeti, mondi distanti che potrebbero assomigliare alla Terra, è da anni una delle priorità delle principali agenzie spaziali.

Ora un nuovo studio afferma che il numero di mondi lontani potenzialmente abitabili è più elevato del previsto, e questo proprio grazie all’ingrediente chiave per ospitare la vita: l’acqua. La ricerca, presentata alla Goldschmidt Conference a Boston, afferma che molti dei mondi distanti conosciuti potrebbero contenere fino al 50% del prezioso liquido. Gli scienziati hanno passato in rassegna circa 4.000 esopianeti (confermati o candidati) scoperti dal cacciatore di mondi della Nasa Kepler. Combinando questi dati con le osservazioni della missione Gaia, il team di ricerca ha sviluppato un modelloper risalire alla struttura interna dei mondi potenzialmente abitabili.

Abbiamo calcolato la relazione tra la massa e il raggio degli esopianeti – spiega Li Zeng dell’Università di Harvard, leader dello studio – scoprendo che i pianeti con un raggio di almeno 2.5 volte quello terrestre e con massa di circa 10 volte la massa della Terra sono probabilmente mondi acquosi.” In questo contesto, non dobbiamo necessariamente pensare all’acqua come siamo abituati a vederla sul nostro pianeta: un mondo può essere acquoso anche se contiene laghi sotterranei, come nel caso di Marte. Se confermato, questo modello aumenterebbe comunque la probabilità di trovare oltre il nostro sistema planetario un ambiente abitabile e, quindi, in grado di ospitare vita extraterrestre.