Una ricerca condotta da Matthew Genge, dell’Imperial College di Londra, pubblicata su “Geology“, ha concluso che le ceneri dell’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, contribuirono indirettamente alla sconfitta di Napoleone a Waterloo, nel 1815.
Come noto e accertato, pioggia e fango aiutarono gli eserciti Alleati a sconfiggere l’imperatore francese: ebbene, 2 mesi prima della celeberrima battaglia, in aprile, si verificò una violenta eruzione vulcanica che provoco nell’immediato la morte di 12mila persone e successivamente quella di 80mila, a causa delle carestie conseguenti. L’eruzione è ben nota per l’aver determinato cambiamenti climatici a livello mondiale.
Genge ha scoperto che le ceneri che fuoriescono dai vulcani, cariche elettricamente, possono generare un “corto circuito” nell’elettricità della ionosfera, che ha un ruolo chiave nella formazione delle nuvole: l’esperto suggerisce quindi che anche l’emissione del Tambora provocò la formazione di nuvole che portarono piogge intense in Europa, e queste causarono poi la disfatta di Napoleone (esperimenti hanno mostrato che forze elettrostatiche possono sollevare le ceneri vulcaniche molto più in alto di quanto possa fare la sola l’eruzione).
Disturbi della ionosfera sono stati osservati anche dopo le eruzioni del vulcano Krakatoa nel 1883 e del Pinatubo nel 1991.
L’eruzione del vulcano Tambora contribuì alla disfatta di Napoleone a Waterloo


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