Nauru, la minuscola isola del Pacifico diventata “prigione” per centinaia di rifugiati dell’Australia: incombe la minaccia dei cambiamenti climatici

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Dalla forma di una nocciolina e più piccola degli aeroporti di alcune grandi città, l’isola di Nauru, nel Pacifico ha una storia insolita. Grazie ai ricchi giacimenti di fosfato, un tempo gli 11.000 abitanti di Nauru erano tra le persone più benestanti sulla Terra. Ma quando gran parte del fosfato era già stato depredato, Nauru ha dilapidato la sua ricchezza con investimenti sbagliati. Questo ha fatto sì che l’isola si mettesse alla ricerca di nuove fonti di introiti e negli ultimi anni ha trovato una risposta diventando una “stazione” per centinaia di rifugiati che cercavano di raggiungere l’Australia via mare. L’Australia ha elaborato una politica per mantenere i rifugiati e i richiedenti asilo lontano dalle sue coste per dissuaderli dal compiere il viaggio, ma molti oppositori considerano che la politica violi i diritti umani.

nauru rifugiati australiaIl destino dei rifugiati, incluso un numero crescente di bambini che, secondo quanto riportato, soffrirebbero di condizioni fisiche potenzialmente letali, sta gettando un’ombra sul 79° Pacific Islands Forum che da oggi riunisce 18 membri, inclusi Australia e Nuova Zelanda, per discutere di questioni regionali. Sull’agenda ci sono i piani per migliorare l’accordo regionale sulla sicurezza e il dibattito sulla minaccia che i cambiamenti climatici creano per le isole più basse. Il ruolo crescente della Cina nel Pacifico sarà probabilmente un punto di tensione, con alcuni membri che favoriscono le relazioni diplomatiche con il Taiwan. Nauru sembrerebbe intenzionata a limitare il dibattito sui rifugiati.

nauru rifugiati australiaPer anni, Nauru ha impedito alla maggior parte dei giornalisti di riportare in prima persona, richiedendo circa 8.000 dollari australiani per un visto. L’isola ne ha revocato il pagamento in vista del forum, ma ha concesso il permesso solo a pochi giornalisti, a cui sono state imposte delle limitazioni. Molti degli oltre 600 rifugiati sull’isola descrivono lo sconforto e la depressione che provano dopo essere rimasti bloccati in un limbo per anni. Dichiarano di non essere accettati dagli abitanti del luogo e che molti bambini non frequentano le scuole dell’isola perché bullizzati o considerati non graditi.

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Diversi casi giudiziari australiani hanno descritto come circa 120 bambini rifugiati su Nauru siano stati evacuati poiché soffrono di Sindrome da Rassegnazione, una condizione in cui si ritirano a livello sociale e smettono di bere e mangiare. In vista del forum, Nauru ha reagito così: “Purtroppo alcuni bambini rifugiati a Nauru sono stati manipolati a farsi del male da alcune famiglie (supportate da attivisti) in un gioco politico tragico e disgustoso. L’obiettivo finale è raggiungere i titoli internazionali e l’Australia. Questa è la vera violenza sui minori”. Ma Louise Newman, professoressa di psichiatria dell’Università di Melbourne che ha difeso i bambini rifugiati, dichiara che alcuni sintomi sono impossibili da fingere. “A tutti gli effetti, diventano comatosi. È come se andassero in ibernazione dallo stress opprimente. Il loro cervello spegne la partecipazione all’ambiente sociale. Non reagiscono al dolore. I loro riflessi sono assenti”, ha spiegato. Newman dichiara di aver visto 4 casi di bambini di Nauru tra i 10 e i 14 anni con la Sindrome da Rassegnazione. Spiega che solitamente devono essere idratati per endovena e che per un pieno recupero può servire un anno o anche più. Newman ritiene che questo rifletta le “terribili conseguenze delle politiche poco pensate per i bambini” e che “l’Australia non dovrebbe approvare quello che equivale ad una forma di abuso su minori promossa dallo stato”.

nauru rifugiati australiaNelle ultime settimane Nauru ha smantellato un accampamento che ospitava alcune famiglie rifugiate e le ha risistemate in comunità. Alcuni media hanno riportato che sia stato fatto per ripulire l’immagine dell’isola in vista del forum, ma il governo ha affermato che è stato fatto perché “non ce n’era più bisogno”. Molti dei leader riuniti in questa settimana sull’isola saranno poco propensi ad intervenire in una questione che ritengono riguardi Nauru e l’Australia. Jonathan Pryke, direttore del programma delle isole del Pacifico dell’Australia Lowy Institute, ha dichiarato che in quanto isola minuscola, Nauru, che è indipendente da 50 anni, ha opzioni limitate per fare guadagni. Nonostante questo, secondo Pryke, è riuscita a sconvolgere i pessimisti sopravvivendo a diversi periodi di espansione e contrazione e agli stili di vita della sua élite politica a volte stravaganti. Dopo aver perso i soldi del fosfato, sostiene Pryke, Nauru, con i suoi soli 8 km², è rinata prima come paradiso fiscale e centro di riciclaggio di denaro sporco e poi come il campo per i rifugiati dell’Australia. “Sono stati un po’ come un camaleonte quando si è trattato di generare nuove entrate. È una buona fonte di introiti per loro ora, ma al costo del benessere di persone che sono sull’isola contro la loro volontà. È difficile da giustificare”, ha concluso Pryke.