Un’enorme tempesta di sabbia su Marte ha interrotto le comunicazioni con il rover Opportunity della NASA all’inizio di giugno e ora che la tempesta si sta dissolvendo e il rover non dà ancora segni di vita, la NASA è costretta a riconsiderare il futuro di una delle sue missioni più famose. “Il nostro rover, che è stato progettato per resistere 90 giorni e si trova su Marte da 14 anni e mezzo, ha appena vissuto l’evento più traumatico della sua lunga e intensa vita”, ha dichiarato il Prof. Steven Squyres, principale ricercatore delle missioni rover su Marte.
Anche se le grandi tempeste di sabbia sono comuni su Marte, questa è stata la più forte tempesta di sabbia globale del pianeta degli ultimi decenni, spiega Squyres. Ora la tempesta si sta dissipando ma Opportunity continua a non ricevere o inviare segnali. Il rover è alimentato dall’energia solare tramite l’utilizzo di pannelli solari, motivo per il quale la tempesta di sabbia ha rappresentato un grosso problema. La sabbia impedisce alla luce diretta di raggiungere i pannelli, influenzando drasticamente la quantità di energia che può essere prodotta.

Al momento, i ricercatori stanno attendendo di vedere se alla fine Opportunity riuscirà a riguadagnare abbastanza energia per rispondere ai messaggi del controllo missione. La NASA continuerà ad “ascoltare attivamente” per il prossimo mese e mezzo circa, inviando comandi al rover su cosa fare invece che aspettare di ricevere comunicazioni. L’agenzia attualmente trasmette questi comandi diverse volte al giorno. “Se abbiamo abbastanza energia sui pannelli solari, si sveglierà e cercare di comunicare con noi”, spiega Squyres.

Se invece il rover non dovesse rispondere, la frequenza dei comandi inviati scenderebbe o si arresterebbe del tutto, nonostante alcune zone del mondo continuerebbero ad “ascoltare passivamente” nel caso in cui Opportunity riacquistasse energia e trasmettesse un messaggio. “Proiettare una data in cui potremmo avere notizie dal rover è impossibile. C’è anche la questione del fatto se sia “vivo” o meno e non abbiamo modo di saperlo. Sarà un recupero miracoloso o una morte onorevole”, ha aggiunto.
Dal momento che il rover non ha più comunicato con la Terra dopo la tempesta di sabbia, la NASA non ha idea se Opportunity non sia più funzionale in maniera permanente. “Non è la poca energia ad uccidere un veicolo, è la bassa temperatura”, spiega Squyres. Il rover contiene molte componenti elettroniche sensibili all’interno di un involucro caldo, ma questo involucro rimane caldo solo quando viene fornita energia elettrica. Prima del volo 15 anni fa, ogni componente del rover è stata testata per sopravvivere a temperature di -55°C. Durante le notti su Marte, tuttavia, si possono raggiungere comunemente i -80°C.
In termini di temperature in grado di “uccidere” un rover, questa tempesta di sabbia sta agendo in favore di Opportunity. Squyres spiega che il sole scalda le particelle di polvere, facendo loro irradiare calore nel gas circostante e mantenendo le temperature entro un intervallo più ristretto, a cui si può sopravvivere. Il rover deve fare i conti anche con lo stress causato dall’espansione e dalla contrazione delle componenti mentre attraversa i cicli di giorno e notte. Al momento Opportunity è sopravvissuto a circa 5.000 giorni marziani (oltre 14 anni terrestri), molto più a lungo di quanto ci si aspettasse.
Spirit, il rover gemello di Opportunity, ha interrotto le comunicazioni nel 2011, usurato dallo stress. Se questa fosse la stessa fine che attende Opportunity, Squyres sarebbe contento del risultato: “Ho sempre sentito che gli unici due modi accettabili di mettere fine ad una missione come questa fossero consumare un rover (come Spirit, ndr) […] o che sia ucciso da Marte”. A meno che non recuperi energia e comunicazioni, Opportunity rimarrà lì dove si trova, sul Pianeta Rosso. “Le persone mi chiedono se mi piacerebbe vederlo di nuovo sulla Terra. Mi piacerebbe rivederlo, ma va bene. Lo abbiamo costruito per Marte. Penso che Marte sia il posto dove dovrebbe restare”, ha concluso.


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