Pediatria: 1 bimbo su 4 con difetti della vista, controlli per il rientro a scuola

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Lo zaino? Comprato. Penne e matite sono in ordine nel loro astuccio. I libri? Ordinati. Esame della vista? Prenotato. Questa la lista ideale per prepararsi al ritorno a scuola che a settembre vedrà impegnati migliaia di bambini. Eppure se in Italia il 70% dei genitori segue le raccomandazioni e porta il bambino dall’oculista intorno ai 3 anni, il 30% rimane fuori dai controlli. Inoltre dopo il primo check up non ci sono visite successive a meno che il piccolo non riferisca qualche problema o genitori e insegnanti non si accorgano di qualche segnale. Inoltre si stima che un bambino su 4 (il 25%) abbia un problema visivo che può interferire con l’attenzione, la capacità di lettura, l’apprendimento e lo sport.
Sono molti i bambini che convivono con un disturbo della visione“, spiega Luciano Quaranta, specialista in Oftalmologia e responsabile del Centro per il Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia. “In età prescolare vede male un bambino su 20 mentre dopo i 6 anni il problema balza a 1 su 4, la miopia ad esempio, che interessa il 25% della popolazione, insorge tra i 12 e i 14 anni. L’ipermetropia invece è diffusa tra i piccolissimi mentre a 17 anni interessa lo 0,5% dei ragazzi. Gli screening visivi proposti nelle scuole – continua l’esperto – possono non essere sufficienti e indurre un falso senso di rassicurazione. E’ più opportuno seguire il calendario dei controlli previsti a 6 e 12 mesi e poi a 3 e 6 anni con controlli periodici ogni due anni. Anche i bambini infatti sono colpiti da miopia, ipermetropia, astigmatismo, strabismo ecc., l’ambliopia ad esempio è piuttosto comune già prima di due anni colpendo il 2-3% dei bambini“.

L’osservazione da parte dei genitori è preziosa: possono verificare se gli occhi sono in asse o se invece presentano uno strabismo anche lieve, accorgersi se il bambino strizza gli occhi di frequente o ha scosse irregolari degli occhi, riferisce mal di testa o fastidio alla luce, lacrima o ha bruciore oppure reclina la testa o avvicina gli occhi al foglio mentre fa i compiti o disegna sono segnali importanti che devono portare ad un controllo oculistico. Alcuni problemi devono infatti essere corretti tempestivamente per evitare che si stabilizzino.
I genitori spesso credono che lo strabismo sia destinato a risolversi spontaneamente ma non è sempre così. Inoltre spesso il mal di testa in età pediatrica è causato proprio allo sforzo effettuato dagli occhi di accomodare la visione e compensare ad esempio un difetto di vista. Il bambino che non vede bene fa uno sforzo per mettere a fuoco le immagini e in questo modo affatica gli occhi“, conclude Quaranta.