Sanità, Oms: fare di più per la parità di genere, garanzia di benessere per gli uomini

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Il benessere economico, l’istruzione, l’occupazione, l’esclusione sociale e la discriminazione, il pensionamento e le condizioni di vita influenzano la salute e il benessere degli uomini. Vivere in un Paese dove esiste la parità di genere va a vantaggio della salute maschile e risulta in tassi di mortalità minori, maggior benessere, tassi dimezzati di depressione, maggior possibilità che venga praticato sesso sicuro, minori suicidi e una diminuzione pari al 40% dei fenomeni di morte violenta“. Lo rileva uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità, che per la prima volta si è occupato della salute e del benessere maschile nei 53 Paesi della regione europea dell’Oms, presentato oggi a Roma in occasione della riunione dei delegati dell’organo decisionale dell’Oms Europa.
Nella ricerca si ricorda che “le norme di genere e le aspettative sociali influenzano il fatto che più uomini rispetto alle donne fumino, consumino alcol, siano vittima di infortuni o coinvolti in episodi di violenza interpersonale. La loro salute si deteriora anche a causa di alimentazione scorretta, altro elemento variabile attraverso la regione. Per esempio – sottolinea lo studio – il rischio di eccessivo consumo di sodio è più marcato in Asia Centrale, mentre il rischio principale in Europa occidentale è dato da regimi alimentari carenti in frutta e verdura“.
I dati più recenti – evidenzia l’indagine – dimostrano che negli uomini della regione europea Oms il fumo è stato responsabile di circa 1 milione di morti nel 2016 viene indicato come il principale rischio per la salute degli uomini che vivono in Europa centrale e occidentale. Il consumo di alcol e di droghe è il fattore numero uno di rischio nei Paesi dell’Est, causa di circa il 24% degli anni persi di vita della popolazione maschile. In Asia centrale, il fattore di rischio principale è dato da alimentazione poco sana, causa di circa il 17% degli anni persi di vita della popolazione maschile“.
Inoltre, avverte l’Oms, “gli uomini sono spesso meno portati a rivolgersi ai medici rispetto alle donne. Per esempio, uomini con problemi emotivi o con sintomi di depressione spesso non vengono diagnosticati perché non prendono sul serio tali condizioni e non sono abituati a chiedere aiuto. L’incapacità nell’identificare problemi di salute mentale contribuisce ad aumentare le percentuali di suicidio, che per gli uomini tra i 30 e i 49 anni è di 5 volte superiore rispetto alle donne della stessa fascia di età“.
Lo studio Oms reitera che “il miglioramento della salute e del benessere degli uomini è meglio garantito in presenza di un quadro di parità di genere. Il coinvolgimento degli uomini e la loro partecipazione in mansioni di accudimento (pagate e non pagate), la prevenzione della violenza contro le donne e la responsabilità condivisa in materia di salute riproduttiva sono interventi chiave per raggiungere traguardi globali sulla parità di genere e per accelerare il conseguimento di importanti obiettivi di salute“.
I dati della ricerca offriranno alle istituzioni che partecipano al Comitato regionale Oms Europa il punto di partenza per elaborare una nuova strategia europea sulla salute e il benessere degli uomini, un documento sviluppato in consultazioni con Paesi, esperti, enti e con la società civile.
La strategia – secondo gli esperti dell’agenzia – dovrebbe proporre una serie di misure che possono aiutare i governi a meglio affrontare gli squilibri di genere; a massimizzare l’impegno a ridurre la violenza; a incoraggiare il coinvolgimento degli uomini in tema di salute riproduttiva. Intende anche rendere i sistemi sanitari più consapevoli in materia di genere, garantendo un modello di assistenza che renda i servizi sanitari più accessibili a ragazzi e uomini. Mettere a fuoco le esigenze di salute degli uomini, rivolgersi agli uomini in modo efficace e migliorare la promozione della salute sono altri elementi del piano“.