“Per la prima volta al mondo è partito il primo studio su un nuovo test del Dna fetale per lo screening prenatale non invasivo. Unico Centro l’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino“: lo ha reso noto la stessa struttura ospedaliera torinese.
Lo scopo è confrontare i risultati di un nuovo test del Dna fetale con i risultati dei metodi tradizionali di calcolo del rischio di trisomia 21 fetale (età materna, test combinato / integrato), con l’obiettivo di elaborare un miglior percorso di accesso alla diagnosi prenatale invasiva che sia basato su test con maggiore sensibilità e tasso inferiore di falsi positivi.
Sarà possibile progressivamente ridurre il numero di donne per le quali è indicato eseguire i test diagnostici invasivi, amniocentesi ed il prelievo di villi coriali, che comportano un rischio aggiuntivo di aborto.
Con un semplice prelievo di sangue materno, da cui viene estratto ed analizzato il Dna libero fetale, sarà possibile avere una prima indicazione delle caratteristiche genetiche del feto, fino ad oggi analizzabili solo con esami più invasivi, quali l’amniocentesi ed il prelievo dei villi coriali.


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