Tumore del fegato: Ipsen riceve parere positivo dal CHMP per cabozantinib come monoterapia

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Ipsen (Euronext: IPN; ADR: IPSEY) ha annunciato oggi che il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP), il comitato scientifico dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), ha espresso parere positivo per cabozantinib come monoterapia per il trattamento del carcinoma epatocellulare (HCC) negli adulti precedentemente trattati con sorafenib. Il parere favorevole del CHMP sarà ora esaminato dalla Commissione Europea (CE), che ha l’autorità di approvare i medicinali per l’Unione Europea (UE).

“Il peso del tumore del fegato è in aumento a livello globale e, malgrado la recente introduzione di nuovi agenti, è ancora la seconda principale causa di mortalità per tumori nel mondo,” dice il Dott. Alexandre Lebeaut, Vice Presidente Esecutivo, R&D e Chief Scientific Officer, Ipsen. “Dopo l’opinione positiva del CHMP e se approvato dalla Commissione Europea, cabozantinib come monoterapia darà ai pazienti con carcinoma epatocellulare una nuova e necessaria opzione di trattamento orale”.

“La comunità medica – spiega la Dott.ssa Lorenza Rimassa, Unità di Oncologia Medica, Humanitas Cancer Center, Milano – è lieta che il CHMP abbia dato un parere positivo a cabozantinib per i pazienti con carcinoma epatocellulare precedentemente trattati. Il fatto che cabozantinib abbia dimostrato benefici clinicamente significativi sia per la sopravvivenza globale che per la sopravvivenza libera da progressione nello studio di fase 3 CELESTIAL conferma il valore che apporta a questo difficile panorama terapeutico”.

Il fascicolo EMA si basa sui risultati dello studio internazionale di fase 3 CELESTIAL controllato vs placebo, che ha raggiunto il suo endpoint primario di sopravvivenza globale (OS), con cabozantinib che ha apportato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente significativo nella OS rispetto al placebo in pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato che sono stati precedentemente trattati con sorafenib. Nel luglio 2018 i risultati dello studio clinico di fase 3 CELESTIAL sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

L’opinione positiva del CHMP di oggi è stata preceduta da due approvazioni della Commissione Europea per cabozantinib nel carcinoma a cellule renali (RCC).

Informazioni sullo studio CELESTIAL
CELESTIAL è uno studio randomizzato di fase 3, in doppio cieco, controllato vs placebo con cabozantinib nei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) avanzato che erano stati precedentemente trattati con sorafenib. Lo studio è stato condotto in più di 100 centri globalmente in 19 paesi. Lo studio è stato progettato per arruolare 760 pazienti affetti da HCC in fase avanzata trattati precedentemente con sorafenib, che potevano aver ricevuto fino a due precedenti terapie antineoplastiche per HCC e con adeguata funzionalità epatica. L’arruolamento dello studio è stato completato nel settembre 2017, e sono stati randomizzati 773 pazienti. I pazienti sono stati randomizzati con una ratio di 2:1 a ricevere 60 mg di cabozantinib una volta al giorno o placebo e sono stati stratificati in base all’eziologia della malattia (epatite C, epatite B o altro), regione geografica (Asia verso altre regioni) e presenza di malattia extra epatica e/o invasione macrovascolare (sì o no). Non era permesso il cross-over tra i bracci dello studio.

L’endpoint primario dello studio è l’OS, gli endpoint secondari includevano la percentuale di risposta obiettiva (ORR) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Gli endpoint esploratori includevano i patient reported outcome, i biomarcatori e la sicurezza.

Sulla base dei dati clinici disponibili da diversi studi condotti nel setting in seconda linea dell’HCC avanzato, l’ipotesi statistica per l’endpoint primario di OS nel CELESTIAL prevedeva una mediana di 8,2 mesi di OS per il gruppo placebo. Erano quindi richiesti un totale di 621 eventi nello studio per ottenere una potenza del 90% al fine di rilevare un aumento del 32% della mediana di OS nell’analisi finale (HR 0.76). Sono state pianificate due analisi ad interim e condotte rispettivamente al 50% e al 75% dei 621 eventi previsti.

Lo studio CELESTIAL ha raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza globale (OS), con cabozantinib che fornisce un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della OS mediana rispetto al placebo nei pazienti con HCC. Il comitato indipendente di monitoraggio dei dati dello studio ha raccomandato di interrompere la sperimentazione per efficacia dopo la seconda analisi ad interim pianificata. I dati di sicurezza nello studio erano coerenti con il profilo stabilito di cabozantinib.

Informazioni sul carcinoma epatocellulare (HCC)

Il carcinoma epatocellulare (HCC) è la forma più comune di tumore del fegato negli adulti.1 La malattia origina da cellule presenti nel fegato denominate epatociti. Con circa 800.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno, l’HCC rappresenta la sesta più comune causa di tumore e la seconda causa di morte di tumore nel mondo.2,3 Secondo i dati di GLOBOCAN, si stima che all’interno dell’Unione Europea (EU-28) circa 60.000 nuovi pazienti saranno diagnosticati con un tumore del fegato nel 2020.4 Senza trattamento, i pazienti con la malattia in fase avanzata in genere sopravvivono tra i 4 e gli 8 mesi.5

Informazioni su cabozantinib
Cabozantinib è una piccola molecola orale che inibisce alcuni recettori, inclusi VEGFR, MET, AXL e RET. In modelli preclinici, cabozantinib ha dimostrato di inibire l’attività di questi recettori, che sono coinvolti nel normale processo funzionale cellulare ed in processi patologici quali angiogenesi tumorale, invasività, metastasi e resistenza al farmaco.

Nel febbraio 2016, Exelixis e Ipsen hanno annunciato l’accordo di licenza esclusiva per la commercializzazione e l’ulteriore sviluppo di indicazioni di cabozantinib al di fuori degli Stati Uniti, Canada e Giappone. Questo accordo è stato emendato nel dicembre del 2016 per includere i diritti di commercializzazione per Ipsen nel Canada.

Il 25 aprile 2016 cabozantinib in compresse è stato approvato dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento di pazienti con carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato precedentemente trattati con terapia anti-angiogenica, e il 9 settembre 2016, la Commissione Europea ha approvato cabozantinib in compresse nell’Unione Europea, Norvegia e Islanda, per il trattamento del carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato negli adulti dopo precedente terapia target del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF). Cabozantinib è anche approvato in Australia, Canada, Corea del Sud e Svizzera. Cabozantinib è disponibile in dosi da 20mg, 40mg o 60mg. La dose raccomandata è di 60mg per via orale una volta al giorno.

Il 19 dicembre del 2017 Exelixis ha ricevuto l’approvazione da parte del FDA per cabozantinib per espandere l’indicazione al trattamento della prima linea nell’RCC in fase avanzata.

Il 17 maggio 2018, Ipsen ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato cabozantinib per il trattamento di prima linea di adulti affetti da carcinoma a cellule renali in fase avanzata a rischio intermediate e poor nell’Unione Europea, in Norvegia e Islanda.

Cabozantinib non è oggi approvato per il trattamento del carcinoma epatocellulare.

Bibliografia:
1. McGlynn KA, London WT. The Global Epidemiology of Hepatocellular Carcinoma, Present and Future. Clinics in liver disease. 2011;15(2):223-x. doi:10.1016/j.cld.2011.03.006.
2. Ferlay J, Soerjomataram I, Dikshit R, et al: Cancer incidence and mortality worldwide: sources, methods and major patterns in GLOBOCAN 2012. Int J Cancer 136:E359-86, 2015
3. GLOBOCAN International Agency for Research on Cancer (IARC). Available at: http://gco.iarc.fr/today/fact-sheets-cancers?cancer=7&type=0&sex=0
4. GLOBOCAN International Agency for Research on Cancer (IARC). Available at: http://globocan.iarc.fr/Pages/burden_sel.aspx
5. Annals of Oncology 23 (Supplement 7): vii41–vii48, 2012