Negli Stati Uniti era il 25 maggio 1977, quando Star Wars uscì nelle sale cinematografiche dove arrivò a incassare 461 milioni di dollari. In Italia la pellicola arrivò il 20 ottobre dello stesso anni quando il film uscì, inizialmente solo in alcune città, nei nostri cinema con il titolo di Guerre Stellari . Il successo fu immediato: restò in testa ai botteghini per quasi un anno. La saga cinematografica creata da George Lucas è tutt’ora in continua evoluzione, ma quella originale ha avuto più successo di tutte.
La storia racconta le avventure del giovane Luke Skywalker durante il dominio dell’Impero Galattico.
ALCUNE COSE DA SAPERE SULLA SAGA

Un’altra battuta molto conosciuta è la frase “ho un brutto presentimento”. Questa battuta è diventata un marchio di fabbrica ed è ripetuta in tutti gli episodi della saga. Altri personaggi simbolo dei film sono gli ewoks. Questi, in realtà, parlano un mix di tibetano e nepalese. In origine, gli abitanti della luna boscosa di Enor avrebbero dovuto parlare un dialetto zulu contraffatto. Il designer del suono Ben Burtt decise invece di ispirarsi ad un documentario della BBC sul nepalese e le lingue calmucche, dando origine al linguaggio degli ewoks. Tra gli altri meriti riconosciuti a Ben Burtt, troviamo: la voce di Dart Fener ottenuta dall’utilizzo di un microfono nel regolatore di una bombola da sub; la voce di Chewbecca fu ottenuta incrociando i versi di leoni, trichechi, orsi e tassi. Per le spade laser, invece, fece un mix tra il suono prodotto da un vecchio proiettore da 35 mm e quello di un microfono malfunzionante. Chi avrebbe mai immaginato che tra le guest-stars del film fosse possibile trovare anche l’alieno E.T. Pare infatti che, il regista abbia voluto inserirlo come omaggio all’amico Steven Spielberg, che nel suo celebre film aveva inserito alcune action figures di Star Wars. Nell’episodio il “Ritorno dello Jedi”, invece, c’è un particolare che forse solo i più attenti hanno potuto notare. Infatti, pare proprio che, non compaia nessuna spada laser di colore blu.
Sul termine Jedi c’è molto da dire. Pare infatti che deriverebbe dal giapponese. Lucas si ispirò alla parola “Jidaigeki” che indica i cosiddetti “period drama”, diretti dal regista giapponese Akira Kurosawa, punto di riferimento di George Lucas. Nell’episodio “L’attacco dei cloni”, l’archivio dei Jedi è ispirato alla biblioteca del Trinity College di Dublino. Invece, il monte Hoth è sito in Norvegia e non su un pianeta anonimo del Sistema Solare. Alcune scene dell’episodio “L’Impero colpisce ancora“, sono state girate vicino al ghiacciaio, durante una delle peggiori tempeste di neve, che costrinse spesso la troupe a non uscire dall’albergo. Nell’episodio “La vendetta dei Sith“,invece, le immagini dell’eruzione vulcanica di Mustafar sono state girate sull’Etna. Diversi personaggi, prima delle moderne tecnologie impiegavano tanto sforzo e pazienza. Infatti, per far muovere Jabba The Hutt inizialmente servivano sette burattinai. Tre che si occupavano delle braccia, della lingua e della bocca, della mascella e uno della coda. All’esterno tre si occupavano degli occhi, del torace e del fumo di narghillè. Facile no? Ovviamente, queste sono solo alcune delle curiosità che riguardano la saga, riportarle tutte sarebbe un’impresa titanica, vista l’importanza della saga, l’impegno investito e la partecipazione di tanti personaggi che hanno reso Star Wars una delle saghe più incredibili della storia del cinema.
