Alluvioni, terremoti, cambiamenti climatici: cosa fare per ridurre i rischi dovuti ai disastri naturali?

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Siccità, aumento delle temperature, alluvioni, tempeste, terremoti minacciano l’uomo a ogni latitudine. Ma non si tratta più di un fenomeno riferito ai paesi “poveri”. In Europa e nella stessa Italia negli ultimi anni gli effetti dei cambiamenti climatici sono diventati sempre più evidenti e pericolosi, tanto da far finire il nostro tra i dieci Paesi più colpiti al mondo da catastrofi naturali. Le migrazioni di massa dovuti ai cambiamenti climatici aumentano sempre di più. Ma la migrazione non può e non deve essere, nel 2018, l’unica soluzione per far fronte ai problemi e alle catastrofi ambientali: il rischio e la prevenzione devono essere alla base dell’intervento politico, a tutti i livelli, in fatto di ambiente. L’Onu ha più volte precisato che “Le conoscenze indigene sono indispensabili per molte società che cercano di vivere in armonia con la natura e di adattarsi a eventi atmosferici distruttivi“. Sono quasi 20 milioni gli sfollati nel mondo per cause ambientali. E centinaia di milioni di persone sono fuggite negli ultimi anni dai loro Paesi a causa di eventi meteorologici estremi.

Durante la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali, che si tiene ogni 13 ottobre, si celebrano le modalità grazie alle quali le persone e le comunità stanno riducendo la loro esposizione ai disastri naturali, diffondendo consapevolezza sull’importanza di contenere tali rischi. L’idea è quella di incoraggiare ogni individuo, comunità e governo a prendere parte alla costruzione di più comunità e nazioni resilienti ai disastri. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri nel 1989 per promuovere una cultura globale della consapevolezza del rischio e della riduzione dei disastri. Includendo anche la prevenzione delle catastrofi, la mitigazione e la preparazione delle popolazioni. Inizialmente era stato deciso di celebrarla il secondo mercoledì di ottobre, ma dopo vent’anni l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha formalmente designato il 13 ottobre come data annuale di celebrazione.

L’intento è quello di sensibilizzare le popolazioni, ma soprattutto i governi. Perché la prevenzione è l’unica strada per ridurre al minimo i rischi dovuti a disastri naturali. E le conseguenze dei terremoti e delle alluvioni registrati negli ultimi anni in Italia sono il campanello d’allarme più evidente di questo pericolo.