Un nuovo studio, condotto dal Barcelona Institute of Global Health (ISGlobal) su 4.500 persone di 9 Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Germania, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito) e pubblicato sulla rivista Environment International, ha voluto valutare se l’esposizione residenziale all’inquinamento atmosferico – valutata come la concentrazione annua media di diossido di azoto e di polveri sottili PM2.5 e PM10 – modifica gli effetti dell’attività fisica sulla funzionalità polmonare, sia nei fumatori che nelle persone che non hanno mai fumato. I partecipanti avevano tra i 27 e i 57 anni all’inizio dello studio e sono stati seguiti per un periodo di 10 anni. Durante questo periodo venivano valutati attivi se si esercitavano due o più volte a settimana per almeno 4 ore.
Le conclusioni dello studio indicano che la regolare attività fisica era associata a maggiori livelli di funzionalità polmonare tra i fumatori, indipendentemente dai livelli di inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda le persone che non avevano mai fumato, l’attività fisica sembrava avere benefici maggiori per i polmoni nelle aree con livelli medi o bassi di inquinamento atmosferico, ma i risultati erano meno chiari nelle aree urbane più inquinate.

Elaine Fuertes, prima autrice dello studio, ha dichiarato che “questi risultati rinforzano il messaggio secondo cui l’attività fisica fa bene alla salute, inclusa quella respiratoria”. “Tuttavia, i nostri dati suggeriscono che i benefici dell’attività fisica potrebbero essere ridotti tra i non fumatori che vivono nelle città con alti livelli di inquinamento atmosferico. Se confermato, questo significa che le politiche indirizzate a controllare i livelli della qualità dell’aria massimizzerebbero i benefici delle politiche di promozione dell’attività fisica”, ha aggiunto.
“Molte forme di attività fisica si svolgono all’aperto, come andare in bicicletta, camminare o correre, e il trasporto attivo viene incoraggiato come metodo per ridurre sia i livelli di inquinamento atmosferico che lo stile di vita sedentario. Dunque, comprendere la relazione tra inquinamento dell’aria, attività fisica e funzione polmonare è essenziale per prendere decisioni nel campo della sanità pubblica e della pianificazione urbana”, ha concluso Judith Garcia-Aymerich, altra autrice dello studio.


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