E’ una notte tropicale al Nord Italia per il foehn che continua a riscaldare la pianura Padana e l’area alpina, alimentando numerosi incendi. Alle 23:00 della serata abbiamo addirittura +26°C a Milano, Vigevano, Zeccone, Provaglio d’Iseo e Gera Lario, +25°C a Parma, Fidenza, Salsomaggiore e Langhirano, +24°C a Domodossola. Temperature eccezionalmente elevate anche sulle Alpi orientali, in Veneto, dove abbiamo +20°C a Borgo Valsugana, Canal San Bovo, Castello Tesino, Lusiana.
La giornata di Mercoledì 24 Ottobre 2018 entra di diritto negli annali della meteorologia italiana: la storica stazione meteorologica di Milano Brera (gestita dall’ARPA della Lombardia) ha registrato una temperatura massima di ben +28,6°C segnando il nuovo record storico di caldo da Ottobre dal lontanissimo 1763, quando iniziarono le rilevazioni, ben 255 anni fa. Il precedente record, sempre recentissimo, era di +28,0°C e risaliva al 5 Ottobre 2011. Una differenza da non sottovalutare: si trattava di uno dei primi giorni del mese, stavolta invece siamo nella terza decade.
Tra gli altri record storici di oggi nelle stazioni meteo ufficiali gestite dall’ENAV c’è quello dell’Aeroporto di Parma che con +31,0°C ha superato il precedente di ben due gradi centigradi (era infatti di +29,0°C e risaliva al 3 ottobre 2011, anche in quel caso nei primi giorni del mese); quello dell’Aeroporto Orio al Serio di Bergamo che con +30,4°C ha superato il precedente record di +29,0°C del 1° Ottobre 1997, e quello dell’Aeroporto di Bolzano che con +28,8°C ha superato il precedente record che era di +28,2°C e risaliva al 1° Ottobre 1997. Considerando che siamo a fine Ottobre e tutti i precedenti record erano dei primi giorni del mese, i dati odierni hanno ancor più valore ed evidenziano l’entità dei cambiamenti climatici in atto e le ripercussioni sulla vita di tutti i giorni del riscaldamento globale.
Adesso c’è grande preoccupazione per il forte maltempo in arrivo nel weekend: proprio questo caldo così eccessivo e fuori stagione, determinerà contrasti termici notevolissimi. C’è troppa energia in gioco: uno scenario potenzialmente “esplosivo” per l’innesco di temporali disastrosi.


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