Una ricerca presentata a Berlino al meeting annuale dell’European Association for the Study of Diabetes, condotta da scienziati tedeschi, ha scoperto che l’insulina spesso è conservata alla temperatura sbagliata nei frigoriferi domestici dei pazienti: il rischio è che venga compromessa la qualità del farmaco e la sua potenza d’azione.
Molti farmaci iniettabili sono altamente sensibili al caldo e al freddo e possono deteriorarsi se la loro temperatura si sposta di alcuni gradi. L’insulina, per non perdere efficacia, deve rimanere tra 2 e 8°C nel frigo o tra 2 e 30°C quando trasportata dal paziente in una “penna” o in una fiala: i pazienti hanno necessità di conservare l’insulina a casa anche per diversi mesi prima di usarla, ma è possibile che le modalità di conservazione nell’elettrodomestico di casa influiscano sulla qualità del farmaco. Katarina Braune della Charité – Universitaetsmedizin di Berlino, in Germania, in collaborazione con Lutz Heinemann (Science & Co), esperto di tecnologia e diabete, e l’azienda di ‘digital health’ MedAngel, ha monitorato con dei sensori la temperatura delle formulazioni di insulina conservate in frigo e portate come scorta da 388 pazienti diabetici residenti in Europa e Stati Uniti: i pazienti hanno posizionato sensori di temperatura accanto alla loro insulina nel frigorifero o nel sacchetto in cui trasportano il farmaco e altri prodotti correlati alla gestione del diabete. I dati relativi alla temperatura sono stati misurati automaticamente ogni 3 minuti (fino a 480 volte al giorno) prima di essere inviati a un’App e registrati su un database sicuro.
L’analisi di 400 “diari” termici (230 per l’insulina refrigerata e 170 per quella trasportata) ha rivelato che il 79% contenevano scostamenti dalla gamma di temperature raccomandata: in media, l’insulina conservata nel frigorifero era fuori dall’intervallo corretto l’11% delle volte (equivalente a 2 ore e 34 minuti al giorno). Al contrario, l’insulina trasportata dai pazienti non era nel range giusto solo per circa 8 minuti al giorno. Il congelamento ha fatto registrare problematiche maggiori: 66 sensori (17%) misuravano temperature inferiori a 0 gradi centigradi (equivalenti a 3 ore al mese in media).


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