Astronomia, scoperta la prima “esoluna”a 8.000 anni luce dalla Terra: ecco perché è un traguardo straordinario

MeteoWeb

Utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble di NASA ed ESA e vecchi dati del Telescopio Spaziale Kepler, due astronomi hanno scoperto le prime prove schiaccianti di una luna all’esterno del nostro sistema solare. I nuovi risultati sono stati presentati alla rivista Science Advances.

La caccia agli esopianeti, cioè ai pianeti esterni al nostro sistema solare, ha fornito i suoi primi risultati solo 30 anni fa. Anche se ora gli astronomi scoprono questi pianeti con regolarità, la ricerca di lune in orbita intorno agli esopianeti non aveva avuto molto successo finora. Nel 2017, il telescopio Kepler aveva rilevato indizi di un’esoluna in orbita intorno al pianeta Kepler-1625b. Ora, due scienziati della Columbia University di New York hanno utilizzato le eccezionali capacità di Hubble per studiare la stella Kepler-1625, distante 8.000 anni luce, e il suo pianeta in maggior dettaglio. Le osservazioni di Hubble mostrano le prove schiaccianti di una grande esoluna in orbita intorno all’unico pianeta conosciuto di Kepler-1625. Se confermata, sarebbe la prima scoperta di una luna esterna al nostro sistema solare.

esoluna Kepler-1625b-iLa luna in questione, con la designazione di Kepler-1625b-i, è particolare per le sue grandi dimensioni: è paragonabile in diametro al pianeta Nettuno. Lune così enormi sono sconosciute nel nostro sistema solare. “Questo potrebbe produrre nuove idee sullo sviluppo dei sistemi planetari e potrebbe far rivisitare le teorie sulla formazione delle lune”, spiega Alex Teachey, autore dello studio insieme a David Kipping. Come la sua luna, Kepler-1625b è più grande della sua controparte nel sistema solare. L’esopianeta è un gigante gassoso, diverse volte più massivo di Giove. Orbita la sua stella madre ad una distanza simile a quella tra il sole e la Terra, il che lo porta, insieme alla sua luna, sul limite interno della zona abitabile del sistema stellare.

Per scoprire l’esistenza dell’esoluna, il team ha osservato il pianeta mentre era in transito di fronte alla sua stella madre, il che ha provocato un oscuramento della luce stellare. Il pianeta è stato osservato da Hubble prima e durante il transito di 19 ore. Alla fine del passaggio, Hubble ha rilevato una seconda e più piccola riduzione della luminosità della stella circa 3,5 ore dopo, coerente con l’effetto di una luna che segue il pianeta. Inoltre, Hubble ha fornito prove convincenti sull’esoluna rilevando il transito del pianeta oltre un’ora prima del previsto. Questo è coerente con un modello di sistema in cui il pianeta e la sua luna orbitano un centro comune di gravità, che fa sì che il pianeta oscilli dalla sua posizione.

In linea di massima, questa anomalia potrebbe essere causata anche dall’attrazione gravitazionale di un ipotetico secondo pianeta nel sistema, ma Kepler non ha trovato prove di ulteriori pianeti intorno alla stella durante i 4 anni della sua missione. Saranno necessarie ulteriori osservazioni di Hubble per confermare in maniera definitiva l’esistenza di Kepler-1625b-i, che rappresenterebbe un grande traguardo nel campo dell’astronomia.