Allerta Meteo, i grandi fiumi del Nord/Est fanno impressione: il Piave è altissimo, paura per l’onda di piena del Livenza e la situazione di Eraclea

La tempesta perfetta ‘grazia’ per ora i fiumi Piave, Adige e Brenta in Veneto mentre resta alto l’allarme per il Livenza, sorvegliato speciale a partire dalla prossima notte a causa degli argini bassi al confine con il Friuli Venezia Giulia. I 2.500 metri cubi di acqua al secondo transitati a Ponte di Piave e i 1.900 che hanno lambito il lungadige di Verona testimoniano la forza con la quale i fiumi si stanno scaricando a valle a causa del maltempo, superiore persino alla catastrofe che colpi’ il Veneto nel 1966. Il test di domani sara’ a Eraclea, nel veneziano, dove l’ondata di piena e’ attesa con particolare apprensione.

E’ la montagna veneta ad essere stata la piu’ colpita, come testimonia il bilancio provvisorio di due vittime, 122 mila utenze elettriche non attive e la presenza dei volontari della Protezione Civile e dell’Ana di quattro regioni, oltre che degli uomini dell’Esercito, per riportare la situazione alla normalita’. Tanto che la stazione di rilevamento di Soffranco (Belluno), con 667,4 millimetri d’acqua caduti per metro quadro, ha superato il Cansiglio dove nel 1966 ne furono registrati 608. Oltrepassate anche le punte massime dell’alluvione del 2010, che costo’ danni per 1 miliardo di euro, che si ‘fermarono’ ai 587,2 millimetri di Seren del Grappa, ai 530 di Agno-Recoaro, ai 516,8 del Cansiglio.

Se non e’ stata una tragedia naturale, spiega il governatore del Veneto Luca Zaia, il merito va “alle centinaia di opere realizzate dal 2010 a oggi, ma anche all’uso delle casse di laminazione naturali e artificiali in Trentino, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto”. Fondamentale e’ stato, ad esempio, aver alleggerito la portata dell’Adige con l’apertura eccezionale da parte del Trentino della galleria che ha convogliato le acque del fiume sul lago di Garda. I veronesi che per tutto il giorno hanno scrutato con apprensione le rive del fiume speravano in una ulteriore ‘apertura’ della galleria che non e’ stata concessa dai confinanti trentini: “e’ una giusta lamentela – ammette a Mestre il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli – ma va detto che qualora vi fosse stata la necessita’ sarebbe stata aumentata la portata dell’acqua”.

“Da quest’ondata di maltempo usciamo martoriati” aggiunge Zaia invitando a non abbassare la guardia, visto che per giovedi’ si attende una ulteriore bomba d’acqua nell’agordino di 100 millimetri. A chi aveva tacciato il governatore di eccessivo allarmismo, con la decisione di chiudere tutte le scuole, il governatore replica, dati alla mano: “i modelli previsionali hanno funzionato. Sembrava un’esagerazione quando lo abbiamo detto e chiesto l’attivazione della Protezione Civile nazionale – conclude – ma la situazione ci fa dire che avevamo ragione”.

Ecco le pagine utili per seguire la situazione meteo in tempo reale: