E’ stata “una delle situazioni più complesse a livello meteorologico vissute negli ultimi 50-60 anni, da qualche parte sono stati superati i livelli di precipitazioni e portate dei fiumi del ’66, quando si verificò l’alluvione di Firenze e del Tagliamento. Il nostro Paese poi è stato sferzato da venti di tempesta: sono da 16 anni in Protezione civile e non ho mai visto un bollettino di questo tipo, con questa intensità”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli, a Genova nella sede di Regione Liguria questa sera durante la conferenza stampa nella quale è stato fatto il punto sull’emergenza maltempo di queste ore.
“I venti – ha aggiunto Borrelli – hanno provocato 11 morti su tutto il territorio nazionale e danni ingenti. La situazione era particolarmente complessa e compromessa”. Il prefetto ha ringraziato i colleghi e il personale che ha lavorato sul territorio della Liguria. “Un discorso che vorrei evidenziare – ha concluso – è quello sulla consapevolezza del rischio, che qui in Liguria è molto diffusa. Su questo dobbiamo lavorare come sistema, perché i nostri cittadini siano sempre più informati e consapevoli dei corretti comportamenti da tenere in situazioni come queste”.

Tra le forze messe in campo, come sottolineato da Borrelli, “è stato mobilitato l’esercito, 4 colonne mobili attivate nei confronti della Regione Veneto. Quello che ci dispiace è contare i morti”.
Il capo della protezione civile ha ricordato Giovanni Costa, un vigile del fuoco volontario morto durante le operazioni di soccorso a causa del maltempo in Alto Adige. “Voglio ricordare – ha aggiunto – i feriti coinvolti in incidenti durante le operazioni di soccorso, i morti registrati per via del vento forte che ha determinato trombe d’aria, caduta alberi”, tra cui anche l’anziana donna morta ieri ad Albisola in provincia di Savona durante l’ondata di maltempo.
