“L’armamentario a disposizione del diabetologo oggi è estremamente ricco. Esiste una varietà di molecole che ci consente di avvicinarci in maniera sempre maggiore a una terapia personalizzata”. Lo sottolinea Francesco Beguinot, professore di Patologia clinica all’Università Federico II di Napoli, che in veste di segretario onorario dell’Associazione europea per lo studio del diabete ha coordinato il programma scientifico del congresso Easd 2018, in corso a Berlino fino al 5 ottobre.
“I pazienti, ricordiamolo, non sono tutti uguali, né da un punto di vista genetico, né da quello fisiopatologico – afferma – e questo li rende dissimili anche per quel che riguarda le necessità del trattamento”. Per l’esperto, “questo congresso vedrà un numero senza precedenti di presentazioni di trial clinici che hanno raggiunto finalità importanti nel loro corso o che comunque stanno evolvendo. Molti di questi studi sono riferiti ai cosiddetti farmaci innovativi (analoghi del GLP-1, inibitori di SGLT2, inibitori di DPP-4), ma l’importanza di tali lavori sta nel fatto che definiscono non solo le performance di queste molecole sulla tolleranza al glucosio, ma anche i loro effetti protettivi sulla funzione renale, sull’apparato cardiovascolare a lungo termine e sulla massa corporea. Questi studi richiedono molto tempo e solo adesso queste informazioni cominciano ad essere più disponibili”, conclude.
