Un piccolo dispositivo che ha cambiato la vita di milioni di persone compie 60 anni. Dopo l’introduzione della stimolazione cardiaca transcutanea provvisoria, a opera di Paul Zoll nel 1952, il primo pacemaker elettronico fu impiantato da Rune Elmqvist e Ake Senning in Svezia l’8 ottobre del 1958, presso il Karolinska Hospital.
In realtà, il device collocato nella parete addominale del primo paziente trattato, Arne Larsson, ha funzionato solo per 3 ore. Alla prima sostituzione, fatta il mattino seguente, seguirono circa 25 dispositivi e numerosi interventi chirurgici fino alla morte di Larsson, nel 2001.
Nonostante i guasti tecnici e i problemi iniziali, Larsson risolse i suoi problemi di aritmia, che lo costringeva a continue rianimazioni giornaliere, arrivando a festeggiare gli 86 anni. Oggi la ricerca ha portato alla messa a punto di dispositivi sempre più piccoli e wireless, e secondo uno studio della Cleveland Clinic ogni anno vengono impiantati oltre un milione di pacemaker nel mondo.
