“I cambiamenti climatici corrono più in fretta di noi. Siamo in ritardo, non c’è tempo da perdere“: lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in riferimento al rapporto sull’ambiente pubblicato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change, l’agenzia preposta al monitoraggio del clima. Secondo quanto emerso dal report, il pianeta ha a disposizione solo 12 anni per correre ai ripari e mantenere il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5 gradi: solo mezzo grado in più potrebbe provocare danni devastanti e aggravare il rischio di siccità, inondazioni, ondate di calore.
L’allarme dell’IPCC è arrivato dalla Corea del Sud, dove ha avuto luogo un summit a cui hanno partecipato scienziati e amministratori da tutto il mondo.
Occorre “un’azione collettiva e senza precedenti in tutte le aree” per tagliare le emissioni di carbonio della metà entro il 2030 e del tutto entro il 2050, ha proseguito il segretario generale, secondo cui vanno effettuati cambiamenti in settori chiave come “terra, energia, industria, costruzioni, trasporti e città“.


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