Sanità, Iss: 700 mila minori hanno giocato d’azzardo nell’ultimo anno

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Quasi 700 mila minorenni hanno giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno. Sono 17enni nel 35% dei casi, con un divario di genere molto marcato e prevalente nei maschi: 4 su 10. I giovani giocatori problematici invece sono invece 70 mila, praticano sopratutto scommesse sportive (79,6%) e lotterie istantanee (70,1%). E’ quanto emerge dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo, realizzata dall’Istituto superiore di sanità nell’ambito dell’accordo scientifico con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Lo studio presentato oggi a Roma ha previsto anche un focus anche sui minorenni, coinvolgendo 15.602 studenti tra i 14 e i 17 anni provenienti da 201 scuole (187 pubbliche e 14 private parificate), per i quali la normativa vigente vieta la pratica del gioco d’azzardo. A giocare di più nello Stivale sono i ragazzi del Sud, a seguire quelli residente nelle Isole e poi chi vive al Centro. Gli studenti giocano sopratutto dai tabaccai (46,7%) e nelle sale scommesse (41,1%); seguono i bar (28,8%).
Secondo gli esperti dell’Iss, “gli studenti maschi hanno circa 3 volte in più la possibilità di sviluppare comportamenti di giochi a rischio rispetto alle ragazze, così come chi vive nelle Isole o nel Nord Est e ha 17 anni, mentre sembra che queste probabilità diminuiscano fortemente se si hanno 14 anni, si vive nel Nord Ovest e si frequentano scuole assimilabili ai licei“.
Sempre la ricerca ha evidenziato come “gli studenti che assumono superalcolici o cocktail, birra, energy drink o vino più di 2 volte a settimana, fumano 10 o più sigarette al giorno, consumano smart drug, praticano il bingo dribbling, consumano cannabis, si espongono circa il doppio al rischio di sviluppare un comportamento di gioco problematici rispetto a chi consuma queste sostanze con frequenti minori“.
Il lavoro dell’Iss ha analizzato anche il ruolo della pubblicità sui ragazzi. “Il 10,8% degli intervistati che ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi ha scelto di giocare in base alla pubblicità vista o sentita – sottolinea il report – Se si analizza tale informazione all’interno della popolazione dei giocatori problematici, si riscontra una percentuale molto vicina a quella degli adulti giocatori problematici (33,9%), mentre nella popolazione dei giocatori sociali solamente il 6,4% sceglie di giocare sulla base della pubblicità vista o sentita“.