Gli effetti negativi del fumo delle sigarette combustibili sulla cicatrizzazione delle ferite sono ormai ben conosciuti nel campo chirurgico. Se possibile, infatti, i chirurghi consigliano ai pazienti di smettere di fumare diversi mesi prima di un intervento. Ora, tuttavia, le alternative alle sigarette tradizionali, come le sigarette elettroniche, stanno acquisendo sempre più popolarità e finora non c’era stata un’importante ricerca che stabilisse se sono davvero un’alternativa più sicura alle sigarette tradizionali, soprattutto per quanto riguarda la fase perioperatoria.
Ora un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Boston Medical Center (BMC) e pubblicato su JAMA Facial Plastic Surgery, ha fornito importanti informazioni sugli effetti negativi delle sigarette sia elettroniche che tradizionali sul processo di cicatrizzazione delle ferite e sulla sicurezza dei pazienti. Nello studio, i ricercatori hanno esposto modelli sperimentali a sigarette tradizionali o elettroniche o nessuna delle due. Hanno controllato i livelli di cotinina, un biomarcatore dell’esposizione al fumo di tabacco, sia nei gruppi di controllo che in quelli sperimentali per assicurarsi che venisse raggiunta un’esposizione alla nicotina simile in tutti i gruppi. Gli esperti hanno poi creato lembi di pelle, poi riportati sui modelli dai quali erano stati creati, e li hanno controllati ogni giorno per vitalità e cicatrizzazione delle ferite.
Dopo 2 settimane, i ricercatori hanno scoperto che c’era un aumento del tasso di morte dei tessuti, che ritarda la cicatrizzazione, nei gruppi esposti sia alle sigarette normali che a quelle tradizionali. Lo studio dimostra, quindi, che i dispositivi elettronici influenzano negativamente la cicatrizzazione delle ferite della pelle, causando danni simili a quelli del fumo delle sigarette tradizionali. “Sulla base dei nostri risultati, le sigarette elettroniche non sono un’alternativa sicura alle sigarette tradizionali per quanto riguarda la rapida cicatrizzazione delle ferite. Dottori e pazienti devono comprendere i rischi di entrambi i tipi di fumo in modo da prendere la miglior decisione per mantenere il paziente il più sicuro possibile prima e dopo l’intervento chirurgico”, conclude il Dott. Jeffrey Spiegel (BMC), autore dello studio.


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