Secondo una ricerca realizzata da esperti dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera, il cervello degli astronauti si modifica anche nel lungo termine dopo un viaggio nello spazio: anche a 7 mesi dal termine di una missione si registrano “notevoli cambiamenti di volume” della massa cerebrale.
Un team internazionale ha sottoposto a speciali screening 10 astronauti che in media avevano trascorso 189 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale: èl cervello è stato analizzato con la tomografia a risonanza magnetica sia prima del viaggio, sia dopo il rientro a Terra. Inoltre, sette cosmonauti sono stati riesaminati sette mesi dopo il loro ritorno dallo spazio.
Si è rilevata una diminuzione del volume della materia grigia, l’insieme dei corpi dei neuroni presenti nel sistema nervoso centrale, e le scannerizzazioni hanno mostrato un’espansione dell’area in cui si trova il liquido cefalorachidiano (LCR), il liquor.
Ancora non è chiaro se questi cambiamenti possano avere conseguenze sull’aspetto cognitivo, l’unica conseguenza sembra essere la riduzione della vista, dimostrata in diversi astronauti al ritorno da missioni di lungo termine.
I risultati dello studio sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine.


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