Tumore all’ovaio, studio: le donne senza sintomi e non a rischio non devono sottoporsi a screening

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Il tumore all’ovaio è la quinta causa più comune di morte per cancro tra le donne statunitensi e la principale causa di morte per carcinoma ginecologico e colpisce quasi esclusivamente le donne con età uguale o superiore ai 45 anni.
In Italia colpisce 4.800 donne ogni anno e solo il 45%, in media, sopravvive, perché la diagnosi viene fatta tardivamente.

E’ stato pubblicato su JAMA il documento ufficiale della US Preventive Services Task Force Recommendation Statement con lo scopo di aggiornare le raccomandazioni, che risalivano al 2012, prodotte dalla US Preventive Services Task Force (USPSTF) sullo screening per il carcinoma ovarico.

L’USPST ha trovato prove sufficienti del fatto che lo screening per il carcinoma ovarico non riduce la mortalità per cancro ovarico e del fatto che i danni dallo screening per il carcinoma ovarico sono almeno moderati e includono interventi chirurgici non necessari per le donne che non hanno il cancro. L’USPSTF ha concluso con moderata certezza che i danni dello screening per il tumore all’ovaio superano i benefici, raccomandando di escludere lo screening per il carcinoma ovarico in donne asintomatiche.

Il tumore all’ovaio è uno dei temi principali del Congresso europeo di oncologia, che si tiene a Monaco di Baviera (19-23 ottobre) e che riunisce oltre 27 persone tra specialisti, associazioni, esperti del settore, nel corso del quale saranno presentati anche diversi studi del nuovo approccio ‘real life’ cioe’ su pazienti della vita ‘reale’. Le sperimentazioni, infatti, coinvolgono pazienti selezioni, con l’obiettivo di testare efficacia e sicurezza di farmaci fino all’approvazione.