Ustioni, migliora la qualità delle cure: guarigione più “facile”, grazie a tecnologia e nuovi farmaci

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Migliora la qualità delle cure per i pazienti ustionati. A patto, ovviamente, che questi siano trattati in un centro dedicato e da professionisti super-specializzati.

Si fa il punto sugli ultimi progressi durante il 67° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE (Roma, 11-13 ottobre 2018), in una sessione riservata al tema e realizzata con la collaborazione della Società Italiana Ustioni SIUST.

Per un paziente di questo tipo, con un alto rischio di infezioni, disidratazione e problemi cardiocircolatori – spiega Paolo Paolombo, presidente del Congresso e responsabile del Centro Ustioni dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma – la dotazione tecnologica del reparto fa la differenza”. E oggi ci sono reparti, come quello appena inaugurato al Sant’Eugenio, che dispongono di impianti in grado di controllare alla perfezione il clima interno, l’umidità e di riprendere i pazienti con telecamere HD 24 ore su 24.

In generale, sono in pericolo di vita pazienti che presentano ustioni sul 40% della superficie del corpo – dice ancora Palombo -, ma ovviamente ci sono variabili legate all’età e condizione fisica del paziente, alle parti interessate e alla gravità dell’ustione. Le aree più problematiche sono il volto, il torace e la regione genitale”.

Oltre alle caratteristiche del reparto, inutile dire che è fondamentale il tipo di cure. “La principale novità in questo ambito consiste in un derivato della bromelina, che viene applicato sui tessuti per togliere la pelle ustionata – spiega Palombo -. Fino a poco tempo fa questo passaggio veniva svolto con un’operazione vera e propria. Oggi è sufficiente somministrare un anestestico, perché il trattamento è molto doloroso, applicare il farmaco e aspettare 4 ore. A questo punto si può procedere direttamente con lo step successivo della ricostruzione, utilizzando gli innesti cutanei forniti dalla banca dei tessuti”.