Accadde oggi: nel 1954 il primo e unico caso di meteorite che colpì una persona, ecco come avvenne

Era il 30 novembre 1954 quando si verificò il primo caso conosciuto di persona colpita da un meteorite. A Sylacauga, in Alabama, una condrite di 4 chili bucò il tetto di una casa colpendo Ann Elizabeth Hodges, che in quel momento si trovava nel suo salotto a riposare sul divano, e la ferì ad un’anca. Il meteoroide raggiunse la Terra sul lato rivolto verso il Sole; dopo le analisi dell’orbita emerse che il corpo dal quale probabilmente partì il frammento era l’asteroide 1685 Toro. Erano precisamente le 18.46 quando il meteorite cadde sulla Terra, formando una scia ben visibile in cielo; il boom sonico fu udito da molte persone, e un ragazzino di Montgomery raccontò di essere quasi caduto dalla bici per lo spavento. Molti abitanti della zona riferirono di interferenze alla televisione durante la caduta del meteorite. Fino a Tuscaloosa, inoltre, testimoni riportarono di aver sentito rumori in cielo, che associarono ad esplosioni.

Il meteorite si spezzò in almeno tre frammenti: il frammento Hodges, quello di dimensioni maggiori, cadde appunto sulla casa di Oak Grove colpendo la signora Ann Elizabeth Hodges; il frammento McKinney, fu invece ritrovato il giorno successivo da un contadino del luogo, Julius McKinney; il terzo frammento non venne mai recuperato, ma probabilmente toccò il suolo in un’area a nordovest di Oak Grove. Il caso di Ann Elizabeth Hodges non è l’unico noto di una persona colpita dalla caduta di un oggetto di provenienza extraterrestre: vi fu anche un frate francescano ucciso a Santa Maria della Pace, come testimoniato da Manfredo Settala che lo riportò in un manoscritto pubblicato del 1677, e ci fu anche un ragazzo ugandese colpito alla testa da un piccolo frammento del meteorite Mbale nel 1992. Il caso del 1954 è però l’unico ben documentato e scientificamente provato.

La signora Hodges riportò una ferita sul fianco sinistro e lo shock fu devastante per lei. La polizia sequestrò il meteorite, ma il marito della donna intentò una causa affinché gli venisse restituito: le spese processuali furono però economicamente gravose per la famiglia, che alla fine riuscì ad ottenere l’oggetto spaziale. Birdie Guy, la proprietaria della casa della quale gli Hodges erano affittuari, citò poi in giudizio i due coniugi per ottenere il frammento e vinse la causa, ma non riuscendo a rivenderlo come aveva pensato di fare, lo cedette di nuovo agli Hodges per 500 dollari. Gli Hodges divorziarono nel 1964, e la signora Ann morì d’insufficienza cardiaca in una casa di cura a Sylacauga nel 1972, a soli 52 anni. Il frammento Hodges si trova attualmente all’Alabama Museum of Natural History, a cui Ann Hodges lo aveva donato. Più fortunato, invece, fu Julius McKinney, il contadino afroamericano che vendette il frammento che aveva trovato. L’acquirente era un avvocato di Indianapolis, che lo acquistò per conto dello Smithsonian Institution dove è ancora custodito; non si è mai saputo quanto McKinney abbia guadagnato dalla vendita, ma con quel denaro l’uomo acquistò una macchina nuova, una nuova casa e diversi terreni.