Un obiettivo è un sogno con una data: e la data di Alessandro Cresti, 28 anni, di Sinalunga (Siena) è il 2020, anno elle paraolimpiadi in Giappone. Il ragazzo potrebbe infatti essere convocato come ciclista a questa manifestazione mondiale, una rivincita dopo che per anni ha lottato contro la sclerosi multipla da cui e’ stato colpito all’età di 25 anni. Un dramma per lui che aveva idee e programmi diversi per la sua vita.
“Quando me l’hanno diagnosticata per me è stata una batosta, un colpo molto duro. Nel novembre del 2014 mi si è bloccata la gamba e il braccio sinistro. Quando mi sono svegliato una mattina non avevo piu’ la sensibilita’“. Da allora è iniziata una strada difficile per capire cosa gli stava succedendo.
“Il ricovero a Siena, mille esami. Il responso preciso è arrivato nell’agosto dell’anno successivo. Perché questa malattia è difficile diagnosticarla. I medici mi dissero comunque di non stare in ansia, magari fare anche dello sport. Prima giocavo a pallavolo che avevo abbandonato perché impegnato con il lavoro”.
Alessandro si è guardato intorno e seguendo con fiducia i consigli dei medici, ha trovato lo sport adatto per non darla vinta alla sclerosi. “In casa avevo una vecchia bicicletta da corsa che utilizzavo in maniera saltuaria nei periodi caldi dell’anno. Nel marzo di tre anni fa quella bici ho cominciato ad utilizzarla piano piano facendo giratine di una trentina di chilometri. Attività che mi ha aiutato ad andare avanti e a migliorarmi. Certo i medici mi dicono di non superare il limite, di non forzare. E anche i miei genitori qualche preoccupazione ce l’hanno. Ma lo sport per me è una seconda terapia perché ti libera dai pensieri“.
Continuando ad andare in giro sulle due ruote Alessandro, crescendo tecnicamente e partecipando sia a gare su strada che quelle ancor più impegnative in mountain bike. Ha partecipato anche alla coppa toscana e ai campionati italiani. Da lì, grazie alle sue performance, l’incontro con Alex Zanardi, uno dei personaggi che non ha ceduto alla disabilitò, oggi un punto di riferimento nel nostro Paese per chi utilizza l’attività sportiva per cercare di combattere il proprio handicap.
Alessandro è così entrato a fare parte del cosiddetto Obiettivo 3 con il quale Zanardi punta a stimolare la crescita dell’attività sportiva tra i disabili.
“L’ho conosciuto qualche giorno fa a Padova, in un incontro nel quale erano presenti altri giovani sportivi che, evidentemente, Zanardi e il suo gruppo di collaboratori ritengono meritevoli di essere seguiti. Lui è davvero una persona fantastica, sincero, disponibile, un grande. Scopo di questo progetto è quello di reclutare giovani disabili per inserirli nel mondo dello sport.
Addirittura regalano bici, abbigliamento a chi non li ha mettendo a disposizione anche il preparatore atletico, lo stesso di Zanardi. E ti danno indicazioni anche su come allenarsi. Un gruppo bello perché ti relazioni con altri che hanno vari problemi. Questo incontro dove erano presenti i ragazzi con la sclerosi mi ha dato tanto perché l’esperienza di Zanardi, il suo interesse, la sua attenzione non può non darti forza”. Come gli dà altrettanta forza per combattere la malattia anche il sogno di una partecipazione alle paraolimpiadi.
