I cibi modificati con l’editing genomico sono già arrivati ma il mondo è pronto? Ecco di cosa si tratta e la differenza con gli OGM

La prossima generazione di cibi biotecnologici è pronta per le corsie dei supermercati e i primi potrebbero essere i condimenti per insalata o le barrette ai cereali con olio di semi di soia geneticamente modificato per far bene al cuore. Dall’inizio del prossimo anno, è attesa la vendita dei primi alimenti vegetali e animali modificati. È una tecnologia diversa rispetto ai controversi cibi “geneticamente modificati” di oggi. La National Academy of Science degli Stati Uniti ha dichiarato la trasformazione genetica una delle innovazioni necessarie per migliorare la produzione alimentare così che il mondo possa nutrire miliardi di persone nonostante i cambiamenti climatici.

I governi stanno ancora lottando su come regolamentare questo nuovo e potente strumento e dopo anni di confusione e rancori, i clienti accetteranno i cibi biotecnologici o li vedranno come OGM (organismi geneticamente modificati) mascherati? “Se il consumatore ne vede i benefici, credo che accetterà i prodotti e si preoccuperà meno della tecnologia”, sostiene Dan Voytas, professore all’University of Minnesota. I ricercatori stanno perseguendo grandi obiettivi: grano con una quantità tripla di fibre o che abbia poco glutine, pomodori migliori, mai resistente alla siccità, riso che non assorbe l’inquinamento del suolo durante la crescita o mucche da latte che non dovranno subire una dolorosa decornazione o suini immuni a un pericoloso virus. Gli scienziati sperano anche che il cambiamento genomico alla fine possa salvare le specie vegetali da malattie devastanti.

Gli OGM sono piante o animali mescolati con il DNA di altre specie per introdurre un tratto specifico. I più conosciuti sono il mais e i semi di soia mescolati con geni appartenenti a batteri per la resistenza a parassiti nocivi o erbicidi. Nonostante il consenso scientifico internazionale sulla sicurezza degli OGM, molte persone rimangono diffidenti. Ora gli strumenti di editing genetico come CRISPR e TALEN promettono di trasformare i cibi in maniera più precisa ed economica senza aggiungere necessariamente un DNA esterno. Agiscono piuttosto come “forbici molecolari” che alterano le lettere dell’alfabeto genetico di un organismo. Per esempio, i ricercatori della Calyxt hanno disattivato due geni in modo che i semi di soia producessero olio senza i grassi saturi dannosi per il cuore e che condividesse i famosi benefici dell’olio d’oliva. O ancora Recombinetics Inc. ha cambiato parte del gene responsabile della crescita delle corna nelle mucche da latte con le istruzioni del DNA dell’Angus che non presenta corna in natura.

Ma le regole per gestire tutto questo non sono ancora chiare. La corte suprema dell’Europa ha stabilito che le attuali limitazioni sulla vendita degli OGM dovranno essere applicate anche ai nuovi cibi modificati. Ma all’Organizzazione Mondiale del Commercio, gli USA si sono uniti a 12 nazioni tra cui Australia, Canada, Argentina e Brasile per esortare altri Paesi ad adottare regole scientifiche internazionali per l’agricoltura modificata. La più grande preoccupazione rimane la sicurezza dei cibi, soprattutto quando si tratta di cambiamenti indesiderati al DNA che potrebbero influenzare il valore nutrizionale di una coltura o la salute di un animale. Agli scienziati è richiesta onestà sul modo in cui questi cibi vengono realizzati e le prove del fatto che siano sani.

Ovviamente, l’editing genomico non può fare qualsiasi cosa, esistono delle limitazioni ai cambiamenti cui possono essere sottoposti gli alimenti. Anche se gli scienziati sono riusciti a creare grano che contiene meno glutine, è improbabile che riescano a produrlo totalmente privo di glutine per le persone che non riescono a digerire la proteina, per esempio. Infine, non è chiaro con quanta facilità le aziende saranno in grado di modificare diversi tipi di cibo.