“Bene l’operazione congiunta di Guardia Costiera e Capitaneria di Porto di Taranto. Il comparto della pesca e dell’acquacoltura in provincia di Taranto va salvaguardato e promosso perche’ la filiera ittica e’ il secondo comparto per importanza che conta 384 imprese attive, ossia il 20,9% sul totale provinciale”.
Lo afferma il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, commentando l’operazione che ha sgominato la presunta banda criminale che rubava cozze allevate in mare, anche nella zona interdetta per la presenza oltre soglia di diossina e Pcb senza, poi, sottoporle ad alcuna depurazione prima della vendita ai consumatori finali, togliendo reddito alle imprese ittiche e creando seri pericoli alla salute pubblica.
“L’incidenza delle imprese dell’economia del mare sul totale – aggiunge Aldo De Sario, direttore di Coldiretti Taranto – e’ pari al 3,83% e si contano oltre 1841 iniziative di impresa. Questi fenomeni criminali vanno ad aggravare la crisi del settore ittico, che si trascina da 30 anni in un mercato, quello del consumo dei molluschi e del pesce che aumenta, ma sempre piu’ in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attivita’ della pesca e’ da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attivita’ tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato”.
