Mucche in grado di sopportare temperature maggiori. Mucche nate senza le pericolose corna. Suini che non raggiungono mai la pubertà. Un’azienda che vuole modificare gli animali da allevamento aggiungendo o sottraendo tratti genetici in laboratorio. Sembra un film di fantascienza, ma Recombinetics vede un’opportunità per la sua tecnologia nell’industria dell’allevamento. Prima però bisogna convincere le autorità che gli animali modificati con l’editing genomico non sono diversi da quelli allevati normalmente.
Per fare questo e per rendere la sua tecnologia più appetibile, Recombinetics non sta iniziando a produrre, bensì ad introdurre i tratti genetici come modo per alleviare le sofferenze degli animali. Per esempio, gli animalisti criticano i modi utilizzati dagli allevatori per privare le mucche delle loro pericolose corna, come soda caustica o ferro incandescente. Recombinetics rimuove il gene responsabile della crescita delle corna così che simili procedure non siano più necessarie. Lo scorso anno un toro modificato da Recombinetics per non avere le corna ha generato diversi piccoli. Come previsto, nessuno aveva le corna. Quando le femmine inizieranno a produrre latte, sarà analizzato per rilevare eventuali anomalie.

Recombinetics sostiene che le tecniche dell’editing genomico facciano quello che fa l’allevamento tradizionale, solo che in modo più rapido e con la precisione di “forbici molecolari”. Una volta che l’editing genomico sarà accettato dal pubblico, anche gli allevatori saranno più interessati ai tratti che migliorano la produttività, sostengono dalla Recombinetics.
Al momento, la sfida più praticabile per Recombinetics sarà quella di produrre tratti genetici modificati che gli allevatori siano pronti ad accettare. L’allevamento tradizionale ha molte più possibilità ai loro occhi, tuttavia i progressi degli ultimi anni hanno reso i caseifici più produttivi. Paradossalmente, questo ha contribuito alla sovrabbondanza di latte che ha abbassato i prezzi, facendo pressione sugli allevatori. Recombinetics, tuttavia, dichiara che migliorare la produttività non significa solo produrre più latte o più carne, ma anche affrontare inefficienze come la decornazione o la castrazione dei maiali.