Al via la ?-week dell’ESA: dai satelliti all’AI alle missioni future, ecco di cosa si parlerà nella “Settimana dell’Osservazione della Terra”

È iniziata la ?-week (pronuncia Fii), l’evento internazionale di cinque giorni organizzato dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) sul tema dell’innovazione e delle sue applicazioni per l’Osservazione della Terra ed altri campi relativi allo spazio, ospitato presso il centro per l’Osservazione della Terra dell’ESA a Frascati dal 12 al 16 novembre. Ad aprire le danze, la sessione d’apertura dal titolo “Spazio per la Terra”, cui hanno preso parte il Direttore Generale dell’ESA, Jan Wörner, il Direttore ESA dei Programmi di Osservazione della Terra, Josef Aschbacher, l’astronauta italiana dell’ESA Samantha Cristoforetti e Lucia Linares, Capo delle Politiche e delle Strategie di Trasporto nello spazio dell’ESA.

Wörner l’ha descritto come un “evento multidisciplinare” per discutere degli argomenti citati, nel senso di un vero e proprio dialogo con il pubblico e i vari attori che parteciperanno alle sessioni plenarie, ai workshop scientifici, alle tavole rotonde e ai discorsi di ispirazione organizzati fino al 16 novembre. Wörner sottolinea che la concezione dello spazio è cambiata: non si va più nello spazio “per prestigio”. Lo spazio è ormai “esplorazione”, “uno strumento da usare per migliorare la vita sulla Terra”. Di pari passo con questa evoluzione, sono cambiati anche i contenuti, gli obiettivi e le tecnologie per raggiungerli. Di tutto questo si discuterà nella ?-week.

E parlando proprio di nuove tecnologie, nel suo intervento Aschbacher ha citato CIMON, il robot computer che usa l’intelligenza artificiale. Su MeteoWeb ne avevamo già parlato nei mesi scorsi. CIMON è un vero e proprio compagno di squadra mobile e interattivo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Ascolta, comprende, parla, suggerisce delle idee agli astronauti, spiega Aschbacher. La ?-week è basata sulle osservazioni terrestri e Aschbacher sottolinea il ruolo che svolgono per aiutare a proteggere la Terra attraverso l’uso dei satelliti e di tutti gli altri mezzi dello spazio, fornendo dati e informazioni che vanno dal livello degli oceani, alla copertura del suolo, alle temperature e molto altro.

Aschbacher ha fatto notare come tra il 2007 e il 2018 siano stati lanciati 220 satelliti, mentre per il periodo 2018-2022 è previsto il lancio di 562 satelliti, senza considerare quelli dedicati alla meteorologia. A questo proposito, Aschbacher ha parlato di Copernicus, il programma dell’ESA che fornisce 6 servizi operativi legati a diversi ambiti: Terra, atmosfera, oceano, clima, disastri e sicurezza. Copernicus fornisce informazioni valide per gli organi decisionali per trasformare i dati forniti in decisioni che aiutino autorità pubbliche, fornitori di servizi e altre organizzazioni internazionali a migliorare la qualità della vita dei cittadini di tutta Europa. Aschbacher ha annunciato la volontà dell’ESA di creare una rete di collegamento tra tutta la tecnologia impiegata nello spazio per le osservazioni terrestri: dai droni alle piccole costellazioni di satelliti, ai satelliti meteorologici ai grandi “esploratori della Terra”. L’obiettivo della ?-week è quello di “gettare le basi per nuove imprese ed applicazioni, dimostrando come la tecnologia emergente possa essere sfruttata per dare vita alle applicazioni di dati”.

Aschbacher ha annunciato anche che nel 2019 l’ESA lancerà un prototipo di satellite per l’Osservazione della Terra di nuova generazione, con a bordo un microchip in grado di iniziare a elaborare dallo spazio le informazioni da mandare ad esempio alla protezione civile in caso di disastri naturali, senza aspettare l’analisi delle stazioni a terra.

Stazione Spaziale Internazionale
Copyright ESA/NASA, CC BY-SA 3.0 IGO

Da Samantha Cristoforetti arriva, invece, un convincente discorso di ispirazione. L’astronauta italiana ha raccontato di come si sia originata la sua passione per lo spazio, sempre vissuto come un sogno, un’ispirazione fino a diventare astronauta dell’ESA nel 2009. La Cristoforetti parla subito dalla ISS, della magia che evoca sapere di essere nel vuoto dello spazio. La “cooperazione internazionale è difficile”, ma la ISS è l’esempio di un eccellente progetto internazionale condotto per 20 anni. L’astronauta la descrive come “un grande laboratorio in cui facciamo scienza in microgravità”. “Non sentiamo gli effetti della gravità e questo ci consente di misurare fenomeni che non succedono sulla Terra o che sarebbero mascherati da altri effetti” sul nostro pianeta. Abitata ininterrottamente da 18 anni, la ISS dovrebbe restare in funzione fino al 2024 o forse di più, continuando nella sua missione di farci imparare in modo più rapido ed efficiente, spiega la Cristoforetti.

intelligenza artificialeL’Intelligenza Artificiale, i Big Data e la Data Fusion sono le nuove tecnologie che ci consentiranno di sfruttare meglio l’enorme mole di dati che ci arriva dai satelliti di Osservazione della Terra” con l’obiettivo di “vincere le grandi sfide del nostro pianeta tra cui i cambiamenti climatici“, ha aggiunto. L’analisi dei Big Data sarà un capitolo chiave “perché i dati da satellite siano sempre più utili per affrontare anche la nostra sopravvivenza sulla Terra“.

Se penso ad una mia futura missione sono certa che troverò la Stazione Spaziale cambiata dalle nuove tecnologie. Mi aspetto che la ISS sarà molto evoluta rispetto alla mia missione del 2014-2015 e penso che sfruttando le nuove tecnologie di miniaturizzazione anche molti degli esperimenti che si faranno a bordo della Stazione saranno decisamente più semplici” aggiunge Samantha Cristoforetti. Questo perché, spiega l’astronauta, “gli esperimenti saranno più evoluti nella loro parte infrastrutturale e soprattutto si potranno fare analisi direttamente nello Spazio, quindi non necessariamente riportando a Terra i campioni“.

Lunar Gateway
Il Lunar Gateway

L’astronauta parla anche del progetto di un’infrastruttura intorno alla luna, ossia la missione Gateway di ESA e NASA prevista per l’inizio del 2022. La missione spaziale che dovrebbe vedere di nuovo passeggiare l’uomo sulla Luna “sarà una nuova sfida per estendere la capacità dell’umanità di vivere non solo oltre la Terra ma anche oltre l’attuale Stazione Spaziale Internazionale“. Questa infrastruttura “farà da hub per atterraggi sulla superficie lunare” per condurre delle esplorazioni, spiega. L’obiettivo di queste esplorazioni sarà quello di “supportare e rilanciare la presenza umana sulla luna”, per esempio attraverso l’utilizzo delle risorse locali, come la regolite lunare, come materiale di costruzione per gli habitat umani, ha spiegato.

La Cristoforetti ha citato anche la collaborazione con il Pangea Team, il cui compito è rendere gli astronauti più autonomi possibile creando nuovi strumenti, come mappe 3D in visori inseriti nel casco che consentiranno di esplorare il suolo in modo più efficiente. Il “Pangea Team sta già lavorando duramente all’Electronic Field Notebook”, che sarà uno strumento di sostegno decisionale per gli astronauti.