Gianduiotto addio, la Pernigotti di Novi Ligure chiude dopo 160 anni

E’ il risultato del circolo vizioso della delocalizzazione che inizia con l’acquisizione di marchi storici del Made in Italy, continua con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e si conclude con la chiusura degli stabilimenti con effetti sull’occupazione e sull’economia nazionale dal campo alla tavola”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l’addio alla storica fabbrica della Pernigotti a Novi Ligure annunciato dai sindacati dopo l’incontro con i rappresentanti del gruppo turco Toksoz che è il maggior produttore mondiale di nocciole e che aveva acquisito il marchio nel 2013.

La Pernigotti di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, chiude quindi i battenti e mette fine a una tradizione dolciaria che vantava 160 anni di storia.

L’importazione di nocciole dalla Turchia in Italia – sottolinea la Coldiretti -è aumentata del 23% nel primi sette mesi del 2018 secondo l’Istat, nonostante i numerosi allarmi scattati per gli elevati livelli di aflatossine cancerogene. “Ma dall’olio allo zucchero fino al formaggio è lunga la lista delle etichette storiche italiane svendute all’estero ed utilizzate per veicolare sotto la bandiera tricolore produzioni ottenute all’estero” ha denunciato Prandini nel sottolineare che “l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agroalimentare che ha portato in mani straniere tre marchi storici del Made in Italy alimentare su quattro”.