Il 23 novembre 1991 il mondo scopre che Freddie Mercury ha l’AIDS: morirà il giorno successivo, dopo 4 anni di agonia

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Era il 24 novembre 1991 quando a Londra si spegneva per sempre la personalità e la voce di una delle più grandi star della musica degli anni ’70 e ’80. Nella sua casa di Earls Court, Freddie Mercury, membro fondatore dei “Queen“, veniva stroncato dalla malattia che aveva segnato gli ultimi anni della sua vita: l’AIDS. La celebrità ebbe per anni una vita sessuale estrema, all’insegna della massima libertà e senza alcun freno. Dopo aver contratto il virus dell’AIDS Mercury cambiò completamente vita, dicendo addio agli eccessi e ritirandosi a vita privata nella sua villa di Kensington. Gli unici con i quali aveva contatti costanti erano pochissimi amici e i suoi amati gatti.

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Il noto musicista britannico scoprì di essere affetto dalla malattia nel 1987. Da quel momento solo i suoi amici più intimi riuscirono a continuare a far parte della sua vita. Tra questi Mary Austin e il suo ultimo amante Jim Hutton, ufficialmente presentato al mondo come il suo giardiniere. Che la malattia fosse grave e che non avesse possibilità di scampo era noto fin dall’inizio, ma Freddie si dedicò anima e corpo al proprio lavoro, quasi come se questo potesse dargli protezione rendendolo ‘immortale’. Smise di fare musica solo quando le forze non gli permisero più di reggere i ritmi. Decise di non rivelare subito alla band il proprio stato di salute e ovviamente lo stesso fece con il suo pubblico, che lo seguiva e lo amava come se fosse una divinità.

La verità venne fuori solo il 23 novembre 1991, ovvero un giorno prima della sua morte, quando rilasciò una dichiarazione pubblica, probabilmente perché consapevole di avere ormai poco da vivere. Dopo la sua morte parte dei suoi beni diventarono fondi a favore della ricerca volta a sconfiggere l’AIDS, la terribile malattia che lo aveva ucciso.