Un insegnante della California settentrionale ha raccontato che eroici conducenti di bus sono arrivati alle scuole per aiutare ad evacuare gli studenti minacciati dal rapidissimo e letale Camp Fire. Almeno 6 gli autobus arrivati in soccorso. Anche gli stessi insegnanti e lo staff delle scuole hanno raggruppato i bambini nelle loro auto dopo aver ricevuto l’ordine di evacuazione, guidando tra uno spesso strato di fumo e detriti infuocati per raggiungere i rifugi di emergenza di Chico e Gridley. Sono queste le scene apocalittiche che si ritrovano a vivere gli abitanti della California, in balia degli incendi che la stanno devastando da nord a sud. Il Camp Fire ha distrutto oltre 6.700 strutture e ha coperto 362km² di terra. Ha anche ridotto quasi completamente in cenere la città di Paradise, che in poche ore è diventata un inferno di fuoco.
Nella California meridionale, fino alla tarda notte di ieri, 9 novembre, l’avanzata dell’Hill Fire era stata bloccata, ma il Woolsey Fire continuava a guadagnare terreno. Nel giro di poche ore, ha raddoppiato le sue dimensioni, trasformando 141km² di terra in cenere e campi di detriti incandescenti. I due roghi sono esplosi giovedì 8 novembre, quando gran parte dello stato si è ritrovata in emergenza rossa per l’estremo pericolo di incendi a causa delle condizioni meteorologiche secche e dei forti venti. In meno di due giorni, questi due incendi hanno distrutto oltre 150 case e innescato l’evacuazione di oltre 250.000 persone.
Da Thousand Oaks alla San Fernando Valley le fiamme continuano a ruggire verso il Pacifico. ¾ della città di Thousan Oaks sono stati evacuati, così come l’intera Malibù. Le fiamme si sono propagate così velocemente e così furiosamente che i tentativi di contenimento dei vigili del fuoco si sono rivelati nulli. La situazione è così disperata che gli stessi residenti si sono dati da fare per combattere le fiamme.
I telegiornali locali mostrano persone intente a gettare secchi d’acqua per spegnare le fiamme nelle sterpaglie intorno alle loro case e a scavare una linea di fuoco per impedirne l’avanzata. In alcuni casi i vigili del fuoco hanno estratto delle persone da case in fiamme. A West Hills, David Fink ha deciso di restare nella sua casa. È stato colto di sorpresa dalle scintille e dai detriti delle vicine colline in fiamme che hanno iniziato a incendiare tutta l’area intorno. “È stata questione di 10 minuti, c’era qualche detrito infuocato e cose simili e all’improvviso è esploso, di collina in collina e poi tutto intorno. Eravamo circondati. Il vento è aumentato e piovevano detriti e io mi sono ustionato le braccia”, ha raccontato. Entro poche ore, diverse case sono state inghiottite dalle fiamme.
I vigili del fuoco, impegnati con oltre 2.000 unità sul territorio, sperano in una piccola finestra di tregua nella giornata di oggi, sabato 10 novembre, per avere la possibilità di bloccare gli incendi nella California meridionale che finora hanno seguito il loro inesorabile percorso di distruzione verso il mare. I venti che alimentano le fiamme attraverso le colline aride e i canyon a nord e ad ovest di Los Angeles dovrebbero calmarsi un po’ fino a domani, quando ritorneranno a soffiare a 55km/h con raffiche di maggiore intensità. La tregua di oggi dovrebbe permettere ai vigili del fuoco di controllare i confini degli incendi e di fare il cambio tra le squadre, esauste dopo due giorni di intenso lavoro, senza sosta. Ma con il ritorno dei venti la probabilità che vengano distrutte ulteriori case si concretizza sempre di più.


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