Maltempo, Mattarella: “Troppe emergenze, dobbiamo evitare altre perdite di vite umane”

Uno sguardo lungo può evitare la perdita di vite umane. Limitarsi a evocare la straordinarietà dei fenomeni per giustificare la non curanza è un incauto esercizio di sprovveduti“. E’ quanto dichiarato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita a Valle Mosso (Biella) per commemorare le 58 vittime dell’alluvione che colpì la zona nel 1968. Occorrono “saggezza e lungimiranza. Non bisogna lesinare le risorse, vi sia una rimodulazione delle priorità di spesa. La tutela ambientale e idrogeologica è amica delle persone. “La Repubblica ha il dovere di soccorrere le vittime delle catastrofi e di adoperarsi concretamente, terminata la fase dell’emergenza, per consentire nuove prospettive di vita a questi nostri concittadini. Il biellese non è stato lasciato solo allora”, ha aggiunto. “Lo Stato c’è, deve esserci e saprà esserci ancora, laddove si manifestassero situazioni di precarietà e di pericolo. Oggi in Veneto e in Sicilia, in Liguria e in Trentino, ieri qui nel Biellese. In queste circostanze la comunità nazionale sa raccogliersi e rispondere in maniera adeguata“.

Di fronte alle emergenze ambientali come quelle causate dal Maltempo dei giorni scorsi “non possiamo e non dobbiamo lasciarci distrarre da polemiche artificiose o da slogan semplicistici” ha precisato ancor il presidente della Repubblica, che ha aggiunto come “limitarsi a evocare la straordinarietà di fenomeni che si ripetono con preoccupante frequenza per giustificare noncuranza verso progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti. Abbandono e incuria del territorio – ha detto ancora il capo dello Stato – non possono farla da padroni e aggravare, così, le conseguenze di eventi calamitosi sempre più frequenti“.

Oltre il 15% della superficie del nostro Paese è classificata ad elevato rischio idro-geologico e le situazione di emergenza sono ormai quasi all’ordine del giorno. Negli ultimi anni i danni sono stati valutati in almeno dieci miliardi di euro. “La strada non è quella della ulteriore cementificazione – ha spiegato Mattarella –degli ambiti naturali, dell’indiscriminato consumo dei suoli. Emerge, in tutto il suo rilievo, il tema delle aree interne, rurali e di montagna, verso le quali si deve ritrovare una attenzione adeguata da parte dei pubblici poteri. La vulnerabilita’ del nostro Paese e’ nota: oltre il 15% della superficie e’ classificata ad elevato rischio idro-geologico. Gli stati di emergenza si succedono, con danni valutabili, solo per gli ultimi anni, ad almeno 10 miliardi di euro. Undici regioni hanno invocato la dichiarazione dello stato di emergenza dal governo in queste settimane. Il milione e mezzo di metri cubi stimato di alberi abbattuti in questi giorni dagli uragani nel nostro Nord-Est, e che oggi intasano corsi d’acqua mettendo a rischio dighe e sbarramenti, suona come l’ennesimo avvertimento. Opere di contenimento e regimentazione, se non suffragate dall’apprendimento delle precedenti esperienze, talvolta ottengono risultati opposti a quelli prefissati, creando condizioni per futuri disastri, violando equilibri naturali”.